Il debutto a Perugia delle giovani strumentiste del Quartetto Akilone

by | 31 Mar 2017

Al loro debutto a Perugia, le quattro giovani strumentiste francesi del Quartetto Akilone si sono aggiudicate il 1° Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Bordeaux dell’anno scorso e si presentano durante il corso dell’attuale stagione in importanti centri musicali nazionali ed internazionali, in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Giappone. Premiate anche dall’Associazione parigina ProQuartet, le artiste si sono formate al Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi, dove hanno studiato con Vladimir Mendelssohn, Jean Sulem e il Quartetto Ebène, perfezionandosi in seguito con Hatto Beyerle (membro fondatore del Quartetto Alban Berg) e Johannes Meissl presso l’Accademia Europea di Musica da Camera. Nel corso degli ultimi mesi il Quartetto si è presentato alla Wigmore Hall di Londra e si è appena esibito in concerto al Festival di Toulon assieme ai membri del Quartetto Talich (Ottetti di Mendelssohn e Shostakovich).

Ispirato dal termine italiano «aquilone», il nome evoca un luogo tra cielo e terra, un piacere condiviso e un volo immaginario; simboleggia anche il desiderio di creare un ponte tra le differenti arti e le artiste che le rappresentano. Noto per le sue interpretazioni profonde e poetiche, il Quartetto difende con musicalità, intelligenza e fantasia il vasto repertorio  dei quartetti per archi. Il complesso è formato dalle violiniste Emeline Concé e Elise De-Bendelac, la violista Louise Desjardins e la violoncellista Lucie Mercat, tutte molto attente alle sfide che oggi si presentano a complessi cameristici – e al giovane musicista in generale – alla ricerca di un nuovo pubblico, di un ricambio generazionale. Da qui sono nati lo spettacolo multimediale «Avventure Surrealiste» (ispirato alla figura di Salvador Dalí) e un racconto musicale («Il Violino Virtuoso che aveva paura del vuoto»), entrambi con la partecipazione dell’attore Néry Catineau e del collaboratore musicale Thomas Nguyen del collettivo La Palmera. Si esibisce inoltre nei «cantieri» itineranti organizzati in ogni angolo della Francia dai Concerts de Poche, concerti in sedi inconsuete studiati appositamente per un pubblico di giovani e di sottoprivilegiati. Rinfrescare consuetudini irrigidite: è questo il messaggio più urgente dell’«Aquilone».

Il programma della serata comprende due composizioni, con una prima parte dedicata al Secondo Quartetto (1928) di Leoš Janáček, pagina della sua estrema maturità e di una grande intensità espressiva, che con il suo titolo «Lettere intime» narra il rapporto casto – ora idilliaco ora tormentato – tra il musicista ultrasettantenne e l’amata Kamila Stösslová, di quasi quarant’anni più giovane. Più enigmatico, invece, l’affascinante Quartetto in mi minore op. 59 n. 2 di Beethoven che segue l’intervallo, il Secondo dei tre Quartetti che l’autore dedicò al conte Andrey Razumovsky, ambasciatore russo presso la corte di Vienna e ottimo violinista. Poco compreso all’epoca, è un lavoro che alterna momenti di serenità (il Molto Adagio, nato – per affermazione dello stesso musicista – dalla contemplazione di un cielo stellato) ad altri più agitati e persino umoristici.

Andrew Starling

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