César Franck, uno degli ultimi epigoni del tardo romanticismo francese

by | 15 Giu 2017

La posterità è stata piuttosto avara nei confronti di César Franck, uno degli ultimi epigoni del tardo romanticismo francese, movimento sul quale pesò – spesso a dismisura – l’influenza di Richard Wagner.  La stessa biografia di Franck, nato a Liegi in Belgio nel 1822, è abbastanza curiosa, divisa com’è in periodi ben distinti che lo videro a turni pianista, organista, insegnante e compositore. La sua prima sfortuna fu quella di essere un bambino prodigio e di avere un padre dispotico e ambizioso, il quale spinse il figlio a esibirsi in ogni possibile occasione. La famiglia si trasferì a Parigi, per iscrivere il giovane César-Auguste al Conservatorio, ma i risultati non si rivelarono quelli sperati e la famiglia fece ritorno in Belgio, per poi ritornare a Parigi due anni più tardi. Lì avvenne finalmente una rottura seria tra padre e figlio (Franck padre osteggiò il matrimonio del figlio) e César acquistò una particolare reputazione come organista, soprattutto sui magnifici strumenti di Aristide Cavaillé-Coll, che proprio in  quel  momento  stava  trasformando  l’organo  in  uno  strumento «sinfonico». Dal 1858 Franck era titolare dell’organo di Ste-Clotilde (ove Cavaillé-Coll costruì un nuovo strumento l’anno seguente) e le sue improvvisazioni – insieme alle Six Pièces del 1860-62 – suscitarono una grande ammirazione, tra gli altri in Franz Liszt.

Il 1872, quando l’autore aveva cinquant’anni, fu l’anno di svolta: Franck venne nominato professore di organo al Conservatorio di Parigi e il suo insegnamento – che invadeva anche il campo della composizione – creò uno stuolo di discepoli devoti al «Père Franck», tra cui Henri Duparc, Ernest Chausson, Vincent d’Indy e Paul Dukas. Più equivoco l’atteggiamento del giovane Claude Debussy, al quale è stata attribuita la definizione di Franck come una «machine à moduler», ma che nelle colonne del Gil Blas (1903) gli riservò parole di sincera ammirazione, perlomeno dal punto di vista umano. E gli ultimi quindici anni di vita furono di una grande creatività compositiva, con la maggior parte dei lavori per i quali Franck è oggi ricordato: la Sinfonia e i poemi sinfonici, la Sonata per violino, il Quintetto con pianoforte, il Quartetto per archi e le ultime pagine per pianoforte e per organo.

Andrew Starling

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