Il Divertimento in re maggiore K. 334 di Mozart e il suo delizioso Menuetto

by | Nov 21, 2017

Il termine Divertimento era un titolo generale e polivalente, che nel Settecento descriveva un genere musicale, privo di una forma prestabilita, comprendente un numero variabile di brani di carattere brillante, distinti da una semplicità di scrittura e da una grande piacevolezza melodica. Come altre forme analoghe – Serenata, Cassazione, Partita, Tafelmusik, Nachtmusik – era destinato allo svago, all’intrattenimento dell’ascoltatore, senza per questo sminuire la dignità della sua concezione.

Il termine era molto in uso in Austria. Haydn lo impiegò con disinvoltura per oltre 150 composizioni, mentre Mozart ne fece un uso più circoscritto: la maggior parte dei suoi Divertimenti furono creati per occasioni specifiche, celebrazioni semiprivate, che si svolgevano spesso all’aria aperta, come nel caso delle Serenate «itineranti» per strumenti a fiato (la Harmoniemusik) degli anni viennesi. E a volte il musicista si riferiva agli stessi brani come delle «Cassazioni», parola che sembra derivare da Gasse e dall’espressione dialettale Gassatim gehen: «andare per le viuzze, i vicoli».

Risale agli ultimi anni passati a Salisburgo tra il 1776 e il 1779 (quando Mozart si esercitava ancora con impegno sul violino) una serie significativa di pagine destinate a festività conviviali: due Serenate molto estese per un grande organico (note come «Haffner» e «Corno da postiglione») e quattro Divertimenti di dimensioni più modeste, l’intimità di un quartetto d’archi affiancato da due corni. Se le pagine del 1776-77 (K. 247 e K. 287) furono indirizzate all’influente famiglia Lodron (in occasione – a quanto pare – del genetliaco della contessa Antonia), è appurato che il K. 334 in programma per il concerto del 26 novembre ebbe come destinatario l’amico di famiglia Sigmund Robinig von Rottenfeld («Sigerl» per gli amici), con ogni probabilità per celebrare la laurea in giurisprudenza del giovane conseguita nel luglio 1780. Figlio di un facoltoso proprietario di miniere, il ventenne Sigmund era anche un buon violinista, e non si può escludere che abbia partecipato egli stesso all’esecuzione del Divertimento, ma è più probabile che i due violinisti siano stati i due Mozart, padre e figlio. E se, all’epoca, gli esecutori furono soltanto  sei  –  due  violini,  viola,  «basso»  e  due  corni  –  è  ormai  prassi consolidata estendere le quattro parti degli archi ad un organico più ampio.

Dopo il piacevole Allegro iniziale in forma-sonata e un malinconico Tema con variazioni (Andante), segue un delizioso Menuetto, il cui motivo è conosciuto da tutti (ma non sempre riusciamo a ricordare da dove proviene … !).

Andrew Starling

 

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