Il BARTHOLDY QUINTETT presenta MOZART, KRAMPE E MENDELSSOHN

by | Gen 10, 2018

I musicisti

Il Bartholdy Quintett nasce nel 2009 in occasione dei 200 anni dalla nascita di Felix Mendelssohn, quando cinque eccellenti musicisti tedeschi decidono di dar vita stabilmente ad un quintetto d’archi, formazione inconsueta nel panorama concertistico. Il quintetto è composto da Anke Dill e Ulf Schneider ai violini, Barbara Westphal e VolkerJacobsen  alle viole, Gustav Rivinius al violoncello. Il loro interesse ha fatto sì che molte opere scritte espressamente per il quintetto d’archi siano apprezzate in tutta Europa. Anche il repertorio contemporaneo è molto amato dal Bartholdy Quintett: per questo motivo hanno chiesto al giovane compositore tedesco Robert Krampe di comporre un’opera appositamente per loro. Quest’opera è proprio il Mein Saitenspiel, protagonista di questo concerto.

 

Il concerto

Il Quintetto in sol minore k. 516 è stato composto nella primavera del 1787 quando Mozart tornò a Vienna da Praga, dove con una produzione delle Nozze di Figaro aveva mandato in visibilio la capitale boema. Purtroppo quelli non erano mesi felici per Mozart poiché il padre Leopold stava per morire a Salisburgo. Infatti l’autografo della composizione riporta la data 16 maggio, dodici giorni prima della morte del padre.
L’attenzione di Mozart per un organico inconsueto – un quartetto d’archi con l’aggiunta di una seconda viola – è riconducibile alle pagine del collega Michael Haydn (fratello minore di Franz Joseph) scritte appunto per questa insolita formazione. A differenza di quest’ultimo, però, i brani di Mozart sono di una grande profondità espressiva ed emotiva.

La produzione di Robert Krampe (nato a Berlino nel 1980) adatta un linguaggio contemporaneo alle regole espressive della tonalità “storica” e comprende lavori orchestrali, cameristici, vocali e strumentali. Saitenspiel è una parola complessa e dai molteplici significati. Deriva da Saite – letteralmente una “corda musicale” – e che per estensione viene intesa come “lira”, “arpa”, “fonte del canto”, “anima mia”. In quest’ultimo senso la ritroviamo nella poesia Nachtgesang (Canto notturno) di Goethe, ma soprattutto tra le numerose annotazioni sugli abbozzi della X Sinfonia di Gustav Mahler. È proprio da qui che Robert Krampe trae ispirazione per il Mein Saitenspiel, citando più volte vari frammenti della Sinfonia e riprendendone quella nota di nostalgia e decadenza.

Il Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore op. 87 di Felix Mendelssohn è un lavoro del 1845, quindi piuttosto tardivo nonostante la breve carriera del musicista scomparso a soli 38 anni. Forte di una dimensione sonora indiscutibilmente “orchestrale”, il brano venne pubblicato solo dopo la morte dell’autore, in edizioni non del tutto fedeli al manoscritto. Seguendo l’esempio di Mozart, Mendelssohn aggiunse la seconda viola al quartetto e sottolineò la voce concertante del primo violino.

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