SAGRA MUSICALE UMBRA 2010
PELLEGRINAGGI DELL’ANIMA
da Pergolesi a Schumann
La Sagra Musicale Umbra ha una fisionomia che la distingue da ogni altro festival musicale italiano: è davvero un itinerario musicale nei luoghi della spiritualità umbra, fra bellezze paesaggistiche, monumentali e artistiche che hanno pochi termini di paragone.
I «Pellegrinaggi dell’anima» della Sagra 2010 prendono avvio dal tema di incontro di culture e di religioni che Jordi Savall presenta in quel luogo di fascino straordinario che è la Chiesa di San Bevignate, con la sua purezza romanica fra memorie di templari e di crociati.
Racchiuso in nove giorni di concerti distribuiti fra nove comuni, questo pellegrinaggio si apre e si chiude con due «Incompiute», la Nona Sinfonia di Bruckner e la celeberrima Sinfonia in si minore di Schubert. Si tratta di due grandi pagine sinfoniche profondamente legate l’una all’altra: la scoperta della partitura di Schubert, avvenuta soltanto nel 1865, condizionò profondamente l’approccio di Bruckner alla sinfonia, al pari di altri grandi lavori degli ultimi anni di vita del compositore viennese. Entrambe muovono da interrogativi profondi dell’uomo di fronte al suo destino, che trovano in Bruckner risposta nelle certezze di una salda fede religiosa (è noto che avrebbe dato indicazioni per completare col grandioso Te Deum la Nona Sinfonia, che porta la dedica «Al buon Dio» e in Schubert invece l’impossibilità di completare una partitura che, piuttosto che una sinfonia, suona come un lacerante Requiem «senza parole».
Proprio per questo motivo, accanto all’Incompiuta di Schubert, nel concerto conclusivo della Sagra troviamo quella toccante elegia laica che è il Requiem für Mignon di Schumann, tratto dal Wilhelm Meister di Goethe. Nel celebrare i duecento anni dalla nascita di questo apostolo del Romanticismo germanico, il festival offre l’opportunità rara di ascoltare tutti i canti che Schumann trasse dal grande romanzo di formazione goethiano, i Lieder dell’arpista e quelli appunto della piccola zingara Mignon, racchiusi insieme al Requiem nell’opus 98. Questo distillato del più puro spirito romantico vedrà protagonisti, oltre a Frieder Bernius e al suo illustre Coro di Stoccarda, l’inedito e prestigioso trio di Monica Bacelli, Filippo Bettoschi e Pietro De Maria.
Oltre a Schumann, la Sagra Musicale del 2010 non poteva trascurare di rendere omaggio a due sommi protagonisti della musica sacra italiana, nati a cinquant’anni di distanza l’uno dall’altro, Giovanni Battista Pergolesi e Luigi Cherubini. Il contributo dato dal festival umbro nelle sue gloriose edizioni passate alla riscoperta del musicista fiorentino è stato determinante per riscrivere importanti pagine di storia della musica, grazie alla cultura e alle intuizioni di Francesco Siciliani. Nel duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita di Cherubini, la Sagra presenta una ricca antologia di opere significative, a cominciare dal Requiem in do minore, composto nel 1816 per i funerali riparatori di Luigi XVI, una delle partiture più ammirate nel XIX secolo per la sua grandiosa forza drammatica, laddove lo spettro della Rivoluzione si manifesta nello sgomento pessimistico di un artista ‘sopravvissuto’ ai più grandi rivolgimenti politici della storia moderna. Di questo «Palestrina del XIX secolo», come ebbe a definirlo Adolphe Adam, sarà anche eseguito il grandioso Credo a dieci voci, capolavoro della sapienza contrappuntistica cherubiniana, la cui composizione accompagnò Cherubini per quasi trent’anni, dagli anni di formazione fiorentina all’epoca napoleonica, quando fu finalmente portato a compimento nel 1806. Dalle mani di Gregorio Nardi, attento studioso di vicende cherubiniane, potremo inoltre ascoltare l’incredibile Capriccio per pianoforte, circa quaranta minuti di musica senza soluzione di continuità, autentica follia tastieristica in cui scienza polifonica e intimissima espressione si fondono in modo strabiliante, con accenti a dir poco profetici se si osserva la fatale data di composizione, Parigi 1789. In materia di riscoperte cherubiniane, il concerto di Maria Grazia Schiavo e degli Auser Musici al Teatro Cucinelli di Solomeo, offre le primizie di arie e ouvertures della gioventù e della prima maturità del compositore, un ritratto di Cherubini ventenne fra l'Italia, Londra e i suoi debutti parigini per quel Théâtre de Monsieur, diretto dal suo mentore Giovanni Battista Viotti, il più celebre fra i violinisti italiani della seconda metà del Settecento. E ancora, nel concerto del Quartetto Elisa, uno dei più bei quartetti di Cherubini sarà messo a confronto col predecessore Boccherini e con l’unico esempio di musica da camera lasciato con acribìa dimostrativa da Giuseppe Verdi.
Infine Pergolesi. Di questo genio che in soli ventisei anni di vita riuscì a cambiare le sorti delle vicende musicali europee la Sagra presenta una ricostruzione dei Vespri della Beata Vergine realizzata dal musicologo Malcolm Bruno e affidata agli specialisti della Kölner Akademie diretti da Michael Alexander Willens. È una affascinante ipotesi che contiene tutti i grandi Salmi composti da Pergolesi, insieme al toccante Salve Regina e ad altre antifone di raro ascolto. L’omaggio a Pergolesi non poteva inoltre ignorare il capolavoro sommo, quello Stabat Mater che incarna eternamente il sentimento della pietà cristiana e che la Sagra presenta, non a caso, nella Chiesa dell’Ospedale, dedicandolo a coloro che soffrono.
Il connubio spirituale fra arte e musica che incarna da sempre la fisionomia unica della Sagra Musicale Umbra ha quest’anno un simbolo eloquente nel programma della Gustav Mahler Jugendorchester al Teatro Morlacchi: questo meraviglioso complesso che riunisce i più straordinari giovani talenti d’Europa, dall’Irlanda agli Urali, e che sarà diretto da una giovanissima bacchetta di eccezionale personalità, David Afkham, oltre alla Nona Sinfonia di Bruckner eseguirà la Sinfonia «Mathis der Maler» di Paul Hindemith, ispirata ai quadri sacri del pittore rinascimentale tedesco Matthias Grünewald: quasi un viatico per i «Pellegrinaggi dell’anima» che ci aspettano.
Alberto Batisti
Direttore Artistico