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SAGRA MUSICALE UMBRA 2009
“… mirando gli angelici suoni…”
(G. Vasari)
«Cantantibus organis Caecilia virgo in corde suo soli Deo cantabat»: una fanciulla romana, martire cristiana, fin dal Medioevo è stata associata nel culto alla musica fino a divenirne la patrona. Prima nell’iconografia e quindi nell’ispirazione di tanti compositori e poeti, Santa Cecilia non ha cessato nei secoli, fino ai nostri giorni, di incarnare la forza spirituale della musica, laddove il canto diventa preghiera e veicolo di avvicinamento a Dio.
Il mito ceciliano si consolida nel Cinquecento intorno a Palestrina e all’ambiente romano della Controriforma, e culmina proprio a Roma nel 1708 con l’Oratorio Il martirio di Santa Cecilia di Alessandro Scarlatti, su testo del cardinal Pietro Ottoboni. A poche settimane di distanza, il giovane Haendel faceva eseguire in quel medesimo contesto il suo secondo Oratorio, La Resurrezione. Creduto perduto per quasi trecento anni, l’Oratorio di Scarlatti è tornato alla luce nel 1985, dopo esser rimasto celato fra i manoscritti di una collezione inglese ben nota a Haendel. Proprio nell’Inghilterra barocca di Purcell e poi dello stesso Haendel, compositori di cui ricorrono importanti anniversari in questo 2009, la figura di Santa Cecilia doveva trovare quindi uno speciale terreno di culto, alimentato dai versi di John Dryden intonati dal grande Sassone, di cui la LXIV Sagra Musicale Umbra presenterà la meravigliosa Ode for Saint Cecilia’s Day, ma nella nuova veste orchestrale che Mozart le dette nel 1790, mai ascoltata in Italia.
Una linea diretta conduce pertanto dall’oratorio romano di Scarlatti all’invenzione dell’oratorio britannico di Haendel che, con la mediazione di Mozart, giunge a quell’autentica summa musicale del Settecento che furono i due oratori di Haydn, indispensabile viatico per la costruzione della civiltà musicale del XIX secolo, di cui queste partiture furono i propilei.
Anche Haydn – del quale si celebrano i duecento anni dalla morte, e nel cui nome la Sagra Musicale si apre appunto con l’estremo, coloratissimo testamento oratoriale delle Stagioni - dedicò in gioventù una monumentale Messa alla Santa della musica, il cui culto ritrova nella seconda metà dell’Ottocento nuovo vigore in tutta Europa e ispira una partitura grandiosa e spettacolare come la Messe solennelle di Gounod. Infine, due grandi protagonisti del secondo Novecento come Britten e Arvo Pärt hanno arriccchito con significative partiture ceciliane i loro importanti cataloghi.
A questo immenso bacino di composizioni dedicate alla Santa della musica e dei musicisti attinge la Sagra Musicale Umbra per il programma 2009, con particolare riguardo proprio per Haendel e Haydn. Da quando nacque nel 1937, il glorioso Festival umbro ha sempre avuto l’immagine di Santa Cecilia come simbolo riconoscibile della propria vocazione alla musica sacra. Mentre la Sagra Musicale Umbra giunge alla sua sessantaquattresima edizione, ci è sembrato giusto celebrare quella martire romana che così tante pagine di musica meravigliosa ha saputo ispirare ai maggiori compositori.
Alberto Batisti
direttore artistico