SAGRA MUSICALE UMBRA

La storia, gli eventi e i luoghi del festival più antico dell’Umbria, con voi dal 1937

Altissima luce col grande splendore
in te dolçe amore abiam consolança

La tradizione del canto spirituale in Umbria ha il suo cuore antico nel repertorio delle Laude francescane, sorto come poesia e musica ingenua già nel XIII secolo. Il più importante testimone di questo patrimonio, che continua ad essere tramandato e intonato fino ad oggi grazie alla persistenza di compagnie di Laudesi diffuse nella regione, è individuato nell’illustre Codice 91 dell’Accademia Etrusca di Cortona, conosciuto universalmente come «Laudario di Cortona». Da questo incunabolo si diparte una ricca e ininterrotta tradizione di trasmissione orale e di varianti che nei secoli sono appartenute e continuano ad essere tenute in vita nelle pratiche devozionali popolare.

A questo patrimonio si ispira la LXXI Sagra Musicale Umbra, tenendo la lauda e la spiritualità francescana come bussola nell’orientamento di un percorso ancora più ricco delle passate edizioni, con ben ventiquattro manifestazioni distribuite in undici diverse località, elette per la bellezza monumentale e per le vestigia illustri di un patrimonio spirituale, paesaggistico e artistico unico al mondo, nell’arco di undici giorni.

Alla Lauda è consacrata la grande festa della Mezzanotte bianca, che facendo seguito alla meravigliosa esperienza inaugurata come anteprima della passata edizione, anche quest’anno inonderà di musica il centro storico di Perugia, ospitando cori, orchestre, bande, solisti, nelle strade, nelle chiese, nei chiostri, nelle piazze. Renderemo noto più avanti il programma dettagliato dei singoli eventi, che includeranno tutti almeno una melodia dal Laudario, come segno di identità e di appartenenza.

Ancora nello spirito della festa va inteso il concerto d’inaugurazione, con un programma insolitamente laico ma latore di un formidabile messaggio di speranza e liberazione. Il Teatro Morlacchi sarà infatti invaso da un centinaio di ragazzi brasiliani, un’Orchestra giovanile che ha dato un senso nuovo alla vita di tanti giovanissimi nati fra gli ultimi nei quartieri di Bahia e salvati dalla musica. Testimone d’eccezione di questo meraviglioso progetto, nato sul modello celebre del Sistema di Antonio Abreu in Venezuela, è la grandissima Martha Argerich, interprete del Concerto in sol di Ravel a fianco del direttore Ricardo Castro, anima e fondatore dell’Orchestra.

Il progetto forse più ambizioso della Sagra Musicale Umbra 2016 è frutto di una inedita collaborazione artistica con Umbria Jazz. Intorno alle melodie del Laudario di Cortona, è nata una commissione a Paolo Fresu e a Daniele di Bonaventura, che insieme all’Orchestra da camera di Perugia e al Coro Armonioso Incanto, guidato da Franco Radicchia (tra i massimi conoscitori del manoscritto cortonese, di cui ha curato e diretto la prima registrazione integrale in cd) illumineranno delle loro elaborazioni jazz e sinfoniche il suggestivo spazio romanico di San Bevignate.

L’Orchestra da camera di Perugia è il complesso in residenza di questo Festival, insieme al St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma e alla sua carismatica guida Gary Graden. I due complessi residenti daranno vita il 15 settembre nella Basilica superiore di San Francesco in Assisi a un concerto monografico mozartiano, dove accanto al celebre Requiem K. 626 potremo ascoltare due partiture del Salisburghese ingiustamente poco frequentate ma appartenenti al novero dei suoi massimi capolavori sacri, il Misericordias Domini K. 222 (da cui Beethoven trasse l’ispirazione per il tema della Gioia nella Nona Sinfonia) e il monumentale Kyrie in re minore K. 341, pagina inquietante e misteriosa, non inferiore alle altezze del Requiem nelle sue parti compiute. Le tre pagine in programma condividono la tonalità metafisica di re minore, la stessa che squarcia sul palcoscenico l’aldilà nella scena suprema del Don Giovanni.

Il Kyrie è anche il testo prescelto dal S. Em. il cardinal Ravasi come banco di prova per i partecipanti al Terzo Concorso di Composizione Sacra «Francesco Siciliani», promosso dalla Sagra Musicale Umbra in collaborazione col Pontificio Consiglio per la Cultura. Le tre composizioni finaliste, scelte da una giuria internazionale di cui fanno parte Helmuth Rilling come presidente e il grande compositore Arvo Pärt, saranno presentate il 16 settembre nella Basilica di San Pietro a Perugia accanto a un repertorio contemporaneo che include un doveroso omaggio allo stesso Pärt e che omaggia il tema scelto dal Sommo Pontefice per questo Anno Santo col la riproposta del Misericordias Domini di Mozart. L’apertura del concerto sarà invece affidata a una magistrale improvvisazione corale sulla lauda Alta Trinità Beata.

Ritroveremo il Coro svedese di Gary Graden ad Acquasparta sabato 17, nel magnifico chiostro di San Francesco, insieme a una delle più belle realtà corali umbre, il complesso Libercantus di Vladimiro Vagnetti che si è aggiudicato il Primo Premio al Concorso Polifonico Internazionale di Arezzo e il Premio Feniarco. Sarà un’occasione specialissima di ascoltare due compagini a confronto e unite nella comune fede nel canto.

Il concerto finale della Sagra Musicale Umbra torna al Teatro Morlacchi, laddove il Festival si era aperto, ritrovando uno dei grandi protagonisti della scorsa edizione, il maestro Juraj Valčhua, questa volta sul podio dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, per un programma in grado di esaltare le radici culturali di questo giovane e formidabile interprete. Accanto all’Ottava Sinfonia di Dvořák, torna nei programmi della Sagra la Missa Glagolitica di Janáček, supremo vertice della spiritualità musicale slava, intonata negli antichi testi vernacoli, dal cui alfabeto pre-cirillico prende il nome. La grandiosa partitura, affidata a circa centoventi esecutori fra orchestra e coro (quello illustre di Ljubjana), fu presentata per la prima volta al pubblico italiano proprio alla Sagra nel 1951, grazie a una delle tante preziose intuizioni di Francesco Siciliani. Essa rappresenta il curioso ossimoro di una messa ‘laica’, che intende ritrarre la spiritualità e la fede di una nazione, «non in termini religiosi, ma su una forte base morale, che chiama Dio a testimone», secondo le parole del compositore, uno dei massimi e più originali del Novecento.

Fra le proposte insolite di questa Sagra, figura certamente il monologo di Sandro Veronesi sul Vangelo di Marco, «Non dirlo», uno spettacolo di incandescente innamoramento per la figura del Cristo nelle parole del suo evangelista meno conosciuto, ma singolarmente nostro contemporaneo nelle sue strategie narrative. Lo ospita lo spazio prezioso del Teatro «F. Torti» di Bevagna.

La spiritualità di altre confessioni dialoga col sacro occidentale nel concerto della cantante Abir Nasraoui, che farà risuonare San Bevignate delle sue interpretazioni contemporanee della tradizione Sufi. Uno spazio alle altre fedi che da anni caratterizza gli orizzonti della Sagra Musicale Umbra, in una terra che ebbe il primato dell’incontro fra le religioni e che vive dello spirito di San Francesco.

Alla figura del Giullare di Dio è consacrato il programma lisztiano di Sandro Ivo Bartoli, nella Chiesa Museo di Montefalco, scrigno d’arte rinascimentale che porta il nome del Santo di Assisi. Liszt fu terziario francescano e prese gli ordini minori. Le sue pagine pianistiche ispirate da una intensa tensione mistica sono fra i gioielli musicali di questo festival.

In un altro luogo di straordinario fascino artistico, il Santuario di Mongiovino a Panicale, l’Ensemble Vocale Odhecaton diretto da Paolo da Col, riporterà alla luce due capolavori sacri frutto del genio di Alessandro Scarlatti, recentemente restituiti dallo studioso Luca Della Libera alla disponibilità degli interpreti e degli ascoltatori. Di queste ispiratissime pagine, la Missa defunctorum e il Magnificat, verrà presentata nei giorni della Sagra la primizia della registrazione discografica, a corredo del concerto.

Non saranno di minor interesse i concerti d’organo a Collescipoli, sullo splendido strumento antico di Hermans nella Collegiata, o quello sul restaurato grande organo della Cattedrale di San Lorenzo, un recupero che la Sagra vuole omaggiare con un «Vespro d’organo» affidato al titolare di quello strumento, il maestro Adriano Falcioni. Infatti, fra gli intenti di questa edizione e della filosofia che muove la programmazione artistica c’è quello di valorizzare nel Festival le eccellenze musicali della Regione. Oltre all’Orchestra da Camera di Perugia e al Coro Libercantus, potremo ascoltare nella pietra sonora dell’Abbazia di San Nicolò a San Gemini la bella e autorevole voce di Mauro Borgioni, interprete eletto della musica vocale barocca, insieme agli strumentisti dell’Accademia Hermans e al suo direttore, organista e clavicembalista Fabio Ciofini, in un programma monografico dedicato a Georg Philipp Telemann.

La musica da camera ha nei concerti di Castel Rigone e di Torgiano due appuntamenti che impreziosiscono l’eclettico cartellone della Sagra. Ne sono interpreti i magnifici strumentisti di O/Modernt, festival svedese fondato da Hugo Ticciati, con l’originale partitura di Golijov Dreams and Prayers of Isaac the Blind, immersa nella spiritualità ebraica, e il Quintetto Bottesini, che accanto al celeberrimo Quintetto «della trota» schubertiano offre la rarità del Quintetto di Vaughan Williams. Inoltre, per la prima volta, la Sagra sarà presente alla Galleria Nazionale dell’Umbria con un concerto. Nella Sala Podiani potremo ascoltare l’Ensemble Nova Alta, un gruppo di cornetti, tromboni e basso continuo che ha impaginato un programma tra Rinascimento e Barocco, in perfetta sintonia col patrimonio artistico della Galleria.

I due concerti della ormai tradizionale serie di «Musica della speranza», indirizzati a coloro che sono impossibilitati a muoversi, avranno luogo nel Penitenziario femminile di Capanne e nell’Istituto Prosperius di Umbertide, coi solisti dell’Orchestra da camera di Perugia.

Da questa edizione, la Sagra offre una vetrina speciale ai giovani talenti umbri, con i «Concerti aperitivo» a Palazzo della Penna. Sono cinque appuntamenti con i laureati dei Conservatori, alcuni dei quali vantano già un’attività professionale e che rappresentano una selezione delle migliori risorse musicali per il futuro della Regione e della musica italiana.

«Laude novella sia cantata!»

Alberto Batisti

Share This