BREVE STORIA DELLA SAGRA MUSICALE UMBRA, le origini, i repertori e le prime esecuzioni (pt.1)

by | 22 Set 2016

1937-2La prima edizione della Sagra Musicale dell’Umbria (tale la denominazione all’epoca) ebbe luogo nel 1937, a corollario dei Corsi di Alta Cultura tenuti alla Regia Università Italiana per Stranieri, che per la musica videro protagonista il senatore milanese Guido Carlo Visconti di Modrone. Insieme al Maggio Musicale Fiorentino, fondato nel 1933, è il più antico festival musicale d’Italia. Lo stesso Visconti di Modrone aveva già tenuto dei corsi estivi presso l’ateneo perugino negli anni 1934-36, ognuno dei quali dedicato ad un periodo storico (rispettivamente il Seicento, il Settecento e l’Ottocento). I corsi furono seguiti a settembre da una piccola serie di concerti e si ritiene che l’esecuzione de L’Orfeo di Monteverdi nel 1934 sia stata la prima ripresa dell’opera – perlomeno in forma scenica – in tempi moderni.

Alla prima edizione del festival, diretta da Visconti di Modrone, collaborò il 26enne Francesco Siciliani (sue le proposte di far eseguire L’enfance du Christ di Berlioz e La sacra rappresentazione di Abramo e d’Isacco di Pizzetti) e dopo una sospensione dovuta al secondo conflitto mondiale fu Siciliani ad assicurare la direzione della seconda edizione, nel 1947, e per i successivi 45 anni.

La scelta del nome «Sagra» evitò da un lato l’utilizzo di una parola straniera come «festival» (termine che nel 1937 sarebbe stato certamente inviso al regime fascista dell’epoca) e dall’altro segnalò sin dall’inizio una vocazione – tuttora immutata – per promuovere l’esecuzione di musiche sacre e di composizioni dal forte contenuto spirituale.

I repertori e le prime esecuzioni

Moltissimi lavori sinfonico-corali, oggi ben conosciuti, non erano mai stati eseguiti in Italia e l’elenco delle prime esecuzioni italiane alla Sagra Musicale Umbra – non sappiamo se con qualche omissione o con qualche «beneficio d’inventario» – è davvero impressionante: comprende composizioni di Bach (la Passione secondo Giovanni, gli Oratori di Natale e di Pasqua e la ricostruzione della Passione secondo Marco), Berlioz (L’enfance du Christ), Biber (la monumentale Missa salisburgensis a 53 parti, attribuita all’epoca ad Orazio Benevoli), Britten (il War Requiem, con la partecipazione dello stesso autore, insieme a tre delle Church Parables), Bruckner (la Messa n. 3), Dvořák (il Requiem, il Te Deum e l’oratorio Santa Ludmilla), Elgar (The Dream of Gerontius), Françaix (L’apocalypse selon St-Jean), Fauré (l’opera Prométhée), Górecki (Beatus Vir), Haendel (la pressochè totalità dei suoi oratori e forsanche la Brockes-Passion), Haydn (Nelson-Messe e Pauken-Messe), Honegger (La danse des morts), Janáček (la Messa Glagolitica e l’opera Da una casa di morti), Mahler (la ricostruita Sinfonia n. 10), Martinů (I miracoli di Maria), Mendelssohn (la Sinfonia n. 2, Lobgesang), Menotti (l’opera da camera Martin’s Lie), Milhaud (Opus americanum e Pacem in terris), Mozart (la Messa in do minore), Pfitzner (l’opera Palestrina), Schoenberg (Gurrelieder), Schubert (l’opera Fierabras), Stockhausen (Stimmung), Szymanowski (Stabat Mater) e Tchaikovsky (l’opera La pulzella d’Orléans).

Tra i compositori con lavori in prima esecuzione assoluta durante i primi 40 anni, troviamo Luciano Berio, Pablo Casals (una prima europea), Mario Castelnuovo-Tedesco, Niccolò Castiglioni, Peter Maxwell Davies, Giorgio Federico Ghedini (il Credo di Perugia, diretto da Celibidache), Paul Hindemith (una prima europea), Frank Martin, Darius Milhaud, Krzysztof Penderecki, Goffredo Petrassi, Ildebrando Pizzetti, Nino Rota e Karlheinz Stockhausen.

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