L’Accademia Hermans in un viaggio musicale nella Germania del secondo Seicento

da | Feb 27, 2018

I MUSICISTI

 

Accademia Hermans

L’Accademia Hermans nasce nel 2000 per volontà del suo direttore Fabio Ciofini, che ha coinvolto, travolgendoli con il suo entusiasmo e il suo amore per la musica antica, giovani strumentisti e cantanti desiderosi di approfondire questo repertorio e la relativa prassi esecutiva. Da allora è iniziato un percorso che ha portato l’Accademia e i suoi componenti, formatisi nelle più importanti scuole europee, ad ottenere sempre maggiori consensi nel panorama concertistico italiano ed internazionale e a collaborare con cantanti e strumentisti di acclamata fama. Ha tenuto concerti per le più prestigiose associazioni e Festival di musica antina in Italia e all’estero.

 

Mauro Borgioni

Ha studiato canto presso la Scuola Civica di Milano e il Conservatorio di Cesena, perfezionandosi alla FondationRoyaumont di Parigi. Ha cantato con importanti direttori e musicisti in alcune delle più importanti sale da concerto e teatri. Il suo repertorio include opere sacre, ma è anche attivo nella musica contemporanea.

 

Fabio Ciofini

Ha studiato organo, pianoforte e pianoforte al Conservatorio di Perugia e clavicembalo presso la Scuola di Musica di Fiesole. Tiene regolarmente concerti e Masterclass in Italia, Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone ed è sovente ospite dei più importanti Festival di musica antica. Ha registrato e suonato in diretta radiofonica per le più importanti radio nazionali europee. Le sue interpretazioni della musica antica e barocca riscuotono larghi consensi. Fabio Ciofini è Direttore dell’Accademia Hermans, con la quale ha lavorato con i più grandi solisti della scena musicale.

 

IL CONCERTO

 

Questo programma ci porta nella Germania centro-settentrionale del secondo Seicento, periodo complesso e sofferto sotto aspetti economico-sociali, ma di una grande vitalità musicale: si affermarono figure come Heinrich Schütz, l’olandese calvinista Jan Peterszoon Sweelinck e Dieterich Buxtehude.

Di Franz Tunder, lubecchese forse allievo di Frescobaldi durante un soggiorno a Firenze tra il 1627 e il 1628, sono poche le pagine che ci sono state tramandate: una ventina di Mottetti per voce solista e una quindicina di brani organistici, che aprirono la strada ai prodigi di Buxtehude. Tra gli strumentisti-compositori che gli si affiancano questa sera sono il turingio Matthias Weckmann, allievo da giovane di Schütz come voce bianca alla corte di Dresda; il sassone Johann Rosenmüller ,organista per qualche anno alla Nikolaikirche di Lipsia; Nikolaus Bruhns, nato ai confini con la Danimarca e morto prematuramente all’età di soli 31 anni, allievo prediletto di Buxtehude a Lubecca; e, infine, Johann Christoph Bach, cugino di secondo grado di Johann Sebastian.

Ascolteremo pagine penitenziali come Mottetti, Lamenti e Cantate, sia in vernacolo che in latino, che potremmo raggruppare sotto il titolo generico di GeistlicheKonzert (o “Concerto sacro”), così amato da Schütz.

L’espressività è quella ereditata da Monteverdi con uno stile che alterna recitativi ad “ariosi” senza interruzione: espressioni di contrizione, che ciò nondimeno chiamano il Cantor a mettere in mostra tutte le sue doti virtuosistiche, nonché l’ampiezza della sua voce, spesso nel registro grave. Tra gli strumenti che lo accompagnano, notiamo il timbro scuro della viola da gamba, strumento che in Italia era sul punto di essere soppiantato dal neonato violoncello, un violino “baritonale”.

I brani vocali sono intramezzati da due pagine strumentali di Johann PhilippKrieger di Norimberga e la Paduana del violinista Johann Schop, direttore municipale delle attività musicali ad Amburgo, sua città natale.

Prossimo concerto: domenica 11 marzo alla Sala dei Notari ore 17.30.

PROGRAMMA

ABENDMUSIK

J. C. Bach: Lamento «Wie bist du denn, O Gott »
Weckmann: Cantata «Kommet her zu mir alle»
Krieger: Trio Sonata in re minore
Rosenmüller: Mottetto «De Lamentatione»
Schop: Paduana a 5 in re minore
Bruhns: Mottetto «De profundis clamavi»
Tunder: Mottetto «Da mihi Domine»

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