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Stagione Musicale 2019-2020

Presentazione del Direttore Artistico Enrico Bronzi

“Ci vogliono i grandi nomi!”, mi dice l’abbonata “…dal ‘73”. Al che, rispondo “d’accordo signora, ma le chiedo: chi sono oggi i grandi nomi? Chi sono le celebrità della classica oggi?”
Si intende: gli artisti veri, quelli che non si limitano a cavalcare la fama con le nuove forme del marketing della comunicazione. Per intenderci, quelli che non fanno della loro cultura social o della loro immagine pop il loro (unico?) motivo di distinzione.
“Ci sarebbe A…, oppure B…” replica la signora. “carissima signora, il primo è ormai in pensione, mentre il secondo non è più quello di un tempo…”.
“Allora c’è quello che incide dischi per…”, ribatte. “Il gioco patinato delle Major discografiche che decretavano chi erano i pochissimi interpreti eletti è finito”, rispondo “e forse non è nemmeno un male”. “Allora come facciamo a scegliere le cose più interessanti?”, mi chiede la signora, che io sinceramente ammiro per la sua passione musicale.
“Occorre viaggiare moltissimo, ascoltare continuamente concerti di ogni tipo, giovani musicisti ed ensemble, e in un certo senso è quasi impossibile, se non si mette la musica al centro della propria esistenza. Oppure bisogna affidarsi a qualcuno a cui riconosciamo competenza e a cui accordiamo fiducia. È lo stesso compito che avevano le grandi testate giornalistiche e che dovremmo recuperare: se una notizia clamorosa gliela dà un sito internet sconosciuto o il Corriere della sera, a chi crede di più, al netto di tutte le teorie del complotto odierne?”.

Ecco dunque il cuore della questione: la fiducia. Nell’artista che proponiamo, nel valore del progetto o del repertorio, ma soprattutto nell’istituzione, gli Amici della Musica, che ha sempre fatto della qualità il proprio faro. Certo, occorre rischiare, investire su giovani promesse di cui non abbiamo sempre la garanzia che faranno un percorso coerente con le aspettative, su gruppi che, può capitare, “in disco erano un’altra cosa…”.
Ma è nel rinnovare il patto di fiducia con il pubblico che inauguriamo questa nuova serie di concerti fatta di orchestre prestigiose (Camerata Salzburg, Mahler Chamber Orchestra, interpreti raffinatissimi (Leif Ove Andsnes, Antje Weithaas, Alexander Lonquich, Ilya Gringolts, Peter Laul, Isabelle van Keulen, Ronald Brautigam, Aaron Pilsan, il duo Tal-Groethuysen, Stefan Milenkovich, Emmanuel Tjeknavorian), e straordinari ensemble, come il Quartetto Hagen, affiancato da altri due complessi d’eccezione, il Quartetto di Cremona e il Quartetto Calidore statunitense, entrambi premiati dal BB Trust in tempi molto recenti: è di quest’anno la seconda edizione del “Franco Buitoni Award”, assegnato al Quartetto di Cremona in riconoscimento del loro contributo alla promozione della musica da camera in Italia e in tutto il mondo, mentre ai membri del Quartetto Calidore è stato destinato un Fellowship nel 2016. Altra protagonista della stagione, la pianista Beatrice Rana, è stata premiata nel 2016 e nonostante la giovane età è ormai una personalità indiscussa del concertismo internazionale.
Il sodalizio che gli Amici della Musica hanno da sempre con il Borletti-Buitoni Trust ci permette di offrire i migliori giovani talenti che provengono dalle indicazioni di questa encomiabile istituzione, autentica garanzia di straordinarie qualità musicali.
Uno sguardo al panorama internazionale fatto anche di grandi interpreti italiani di cui siamo giustamente più che orgogliosi e che sono universalmente riconosciuti: Filippo Gamba, Benedetto Lupo, Alessandro Taverna.
E ancora due protagonisti del jazz con i piedi ben piantati nella tradizione classica europea, muniti di straordinario virtuosismo e contagioso sense of humour: Thomas Gansch (già fondatore di Mnozil Brass) e Georg Breinschmid. A seguire, due appuntamenti con l’Orchestra da Camera di Perugia, con la quale il pubblico perugino sta instaurando un sempre maggiore legame di affetto e stima ed infine l’ambiziosissimo progetto del Requiem tedesco di Brahms, con il Philharmonisches Chor München, Andreas Herrmann, Sumi Hwang, Manuel Walser, guidati da Daniele Giorgi a capo della sua preziosa creatura: l’Orchestra Leonore.


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