Sir ANDRÁS SCHIFF e YUUKO SHIOKAWA a onorare la memoria del nostro Presidente Franco Buitoni

da | Mar 7, 2018

I MUSICISTI

 

Sir András Schiff è nato a Budapest nel 1953 e ha iniziato a studiare il pianoforte all’età di cinque anni con Elisabeth Vadász, per poi proseguire all’Accademia Ferenc Liszt con Pál Kadosa, György Kurtág e Ferenc Rados, e successivamente a Londra con George Malcolm. Ha collaborato con le più prestigiose orchestre internazionali e con i più rinomati direttori; attualmente si esibisce quasi esclusivamente nella doppia veste di direttore e solista. Nel 1999 ha fondato una sua orchestra da camera, la «Cappella Andrea Barca», composta da solisti internazionali, musicisti da camera ed amici. In aggiunta al suo lavoro con questa orchestra, collabora spesso con la Chamber Orchestra of Europe, di cui è anche membro onorario assieme a Bernard Haitink e Yannick Nézet-Séguin.

Sir András Schiff ha ricevuto numerosi premi internazionali. Nel 2006 è diventato membro onorario della Beethoven-Haus di Bonn; nel 2008 ha ricevuto la «Wigmore Hall Medal»; nel 2011 il Premio Schumann dalla città di Zwickau; nel 2012 la Medaglia d’Oro dell’International Stiftung Mozarteum di Salisburgo, l’Ordine «Pour le Mérite für Wissenschaften und Künste» e la «Grosse Verdienstkreuz mit Stern» della Repubblica federale tedesca, nonché la nomina a membro onorario sia del Wiener Konzerthaus che del Balliol College di Oxford. Nel 2013 ha ricevuto la Medaglia d’Oro alla carriera della Royal Philharmonic Society, mentre nel 2014, oltre a ricevere una laurea honoris causa dell’Università di Leeds, è stato insignito dalla Regina Elisabetta della onorificenza di KBE (Knight Commander of the British Empire, Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico) per i suoi servigi in campo musicale.

È al suo decimo concerto per gli Amici della Musica, dopo aver scelto Perugia nel 1984 per la sua prima esecuzione pubblica del Clavicembalo ben temperato di Bach.

Nata a Tokyo, Yuuko Shiokawa ha iniziato lo studio del violino all’età di cinque anni. Trasferitasi in Perù con la sua famiglia nel 1957, ha studiato con Eugen Cremer, già membro dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, iniziando a esibirsi in concerto. In seguito si è stabilita in Europa, dove si è perfezionata con Wilhelm Stross a Monaco di Baviera e con Sándor Végh a Salisburgo, aggiudicandosi all’età di diciannove anni il Premio dei Conservatori Tedeschi (Preis der Deutschen Musikhochschulen) e il Premio Internazionale «Felix Mendelssohn Bartholdy» di Lipsia.

 

Gli Amici della Musica ringraziano Sir András Schiff e la signora Yuuko Shiokawa per questo concerto dedicato alla memoria di Franco Buitoni

 

IL CONCERTO

 

Johann Sebastian Bach
Concerto in stile italiano in fa maggiore BWV 971

Questo Concerto è una vera enciclopedia dello stile italiano del  primo Settecento, forma tripartita (veloce-lento-veloce) che trova il suo modello nelle pagine «ritornellate» di Vivaldi, Albinoni e Marcello che Bach aveva studiato – e trascritto a più riprese – nel periodo trascorso alla corte di Weimar vent’anni prima. Un brio «lagunare» nei movimenti esterni, un contrasto dinamico tra il concertino e il grosso del concerto vivaldiano, che nell’Andante centrale (in re minore) riserva invece uno spazio particolare ad una cantabilità italica di grande espansività, con tutta una serie  di abbellimenti ornamentali, riprodotti da Bach con una grande minuziosità (criticati anch’essi in un primo tempo dal dispeptico Scheibe). I contrasti dinamici tra forte e piano richiesti da Bach – facilmente riproducibili all’epoca su un clavicembalo a due tastiere – sono lasciati alla discrezione, e alla varietà di tocco, del pianista moderno, qualità di cui András Schiff è maestro indiscusso.

 

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in la maggiore per e pianoforte e violino K. 526

Pubblicata nell’agosto del 1787 con il titolo consueto di «Sonate pour le Fortepiano, ou Clavecin, avec accompagnement d’un Violon», la pagina si rivela invece come tappa fondamentale verso quei lavori concertanti in cui i due strumenti si confrontano – e dialogano – ad armi pari, caratteristica già notata in una raccolta di sei Sonate del 1781 sulle colonne del «Magazin der Musik» di Amburgo: «Queste Sonate sono uniche nel loro genere, ricche di nuove idee e di impronte del grande genio musicale del suo autore […] L’accompagnamento del violino è così artisticamente combinato con la parte pianistica, che i due strumenti appaiono trattati con pari attenzione. Queste Sonate richiedono pertanto un violinista e un pianista di eguale valore».

 

Ludwig van Beethoven
Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte op. 24, «Primavera»

Tra il 1800 e il 1801, dopo aver affrontato il genere del quartetto d’archi con  i sei lavori dell’op. 18, Beethoven tornò alla Sonata per violino con altre due pagine, la seconda delle quali, op. 24, chiude il concerto di Sir András Schiff e Yuuko Shiokawa. Il musicista intendeva pubblicarla insieme alla Sonata precedente con lo stesso numero d’opera 23, così come aveva fatto con le due Sonate op. 5 per violoncello, ma per la loro ristampa nel 1802 l’editore Mollo – con una probabile mossa dettata da interessi commerciali – le fece uscire separatamente. Si tratta, quindi, di due lavori di carattere complementare, senza eccessive difficoltà tecniche (come aveva notato con approvazione il recensore dell’Allgemeine Musikalische Zeitung), e che sono tra le ultime pagine di Beethoven che si possono considerare come «musica d’uso», proprio nel momento in cui il concerto pubblico, eseguito da professionisti, era  sul punto di sostituire il concerto privato dei palazzi nobiliari.


Prossimo concerto: domenica 18 marzo al Teatro Morlacchi ore 17.30.

PROGRAMMA

Bach: Concerto Italiano in fa maggiore BWV 971
Mozart: Sonata in la maggiore K. 526
Beethoven: Sonata in fa maggiore op. 24 «La Primavera»

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