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Sabato 29 febbraio 2020, ore 17:30 – Perugia, Sala dei Notari

BENEDETTO LUPO, pianoforte

Una delle grandi eccellenze del pianismo italiano, Benedetto Lupo, ci propone un programma originale e poetico, diviso tra le inquietudini di Janáček, il pianismo terso e caratteristico di Rota e il giovane Skrjabin che prende le mosse dal modello dei Preludi chopiniani per evolvere verso una personalissima sintesi armonica.

PROGRAMMA

Leoš Janáček: “Nella strada, 1° ottobre 1905”, Sonata per pianoforte (1905)
Nino Rota: Quindici Preludi per pianoforte (1964)
Aleksandr Skrjabin: Ventiquattro Preludi op.11

Come Alexander Lonquich, anche il pianista barese Benedetto Lupo è tra gli ospiti più graditi degli Amici della Musica da oltre 25 anni, dopo un primo concerto a Perugia nel 1993. Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione, si è imposto all’attenzione del mondo musicale con l’affermazione nel 1989, primo italiano, al prestigioso Concorso Internazionale “Van Cliburn” a Fort Worth nel Texas. Da qui la collaborazione con le più importanti orchestre americane ed europee (tra cui la Philadelphia Orchestra, Boston Symphony, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, le Sinfoniche di Baltimora, Montréal, Seattle e Vancouver, la London Philharmonic, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Filarmonica di Rotterdam, Hallé Orchestra, Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, Orquesta Nacional de España, Filarmoniche di Monte Carlo, Liegi e Bergen e l’Orchestre du Capitole de Toulouse, su invito di direttori quali Yves Abel, Vladimir Jurowski, Bernard Labadie, Juanjo Mena, Kent Nagano, solo per citarne alcuni. Nel corso delle ultime stagioni, ricordiamo il debutto con l’Orchestra Nazionale della RTVE di Madrid; una tournée con l’Orchestra da Camera di Mantova (Concerti di Salieri, Mozart e Beethoven); un acclamato ritorno con la London Philharmonic (Concerto per la mano sinistra di Ravel); e i recital monografici dedicati a Debussy, in Italia e all’estero, fra cui alla National Gallery di Washington nel giorno del centenario della morte del compositore. Nel 2019 è tornato alla Società del Quartetto di Milano e a suonare con l’Orchestra Nazionale dell’Accademia di S. Cecilia diretta da Stanislav Kochanovsky. 

Molto singolare e originale il programma della serata, con la Sonata (1906) di Leoš Janáček che introduce una serie di “miniature”, i 15 Preludi (1964) di Nino Rota (amatissimo direttore del Conservatorio di Bari per quasi 30 anni), e i giovanili 24 Preludi op. 11 (1888-1896) del russo Aleksandr Skrjabin. Musica “a programma” da un lato – la Sonata di Janáček (“Nella strada, 1° ottobre 1905”) commemora l’uccisione di un operaio moravo sotto i colpi repressivi della polizia asburgica –, pagine “astratte” dall’altro, un vasto caleidoscopio di sentimenti espressivi, tra quelli esplorativi di Skrjabin, di evidente ascendenza chopiniana, e quelli “neoclassici” di Rota, a ricordarci che il musicista, ottimo pianista, non è stato “soltanto” l’autore di straordinarie colonne sonore per l’amico Federico Fellini.   

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