BREVE STORIA DELLA SAGRA MUSICALE UMBRA, orchestre, direttori, cantanti e opere (pt. 2)

da | 30 Set 2016

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Le orchestre e i direttori

Nel primo dopoguerra, l’Orchestra dei Wiener Symphoniker e il Coro della Wiener Singakademie erano «in residenza» anno dopo anno a Perugia, ove si esibivano sotto la guida di direttori come Thomas Beecham, Karl Böhm, Miltiades Caridis, Sergiu Celibidache, Paul Hindemith, Eugen Jochum, Herbert von Karajan (quattro concerti tra 1950-52), Clemens Krauss, Erich Leinsdorf, Artur Rodziński, Wolfgang Sawallisch, Hermann Scherchen e William Steinberg. Altri complessi invitati furono i cori e le orchestre del Maggio Musicale Fiorentino (diretti tra gli altri da John Barbirolli, Vittorio Gui, Eliahu Inbal, Paul Kletzki, René Leibowitz, Peter Maag, Lorin Maazel, Lovro von Matačić, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Tullio Serafin e George Szell), del Teatro dell’Opera di Roma (Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Gui, Jascha Horenstein, Hans Rosbaud e Serafin) e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Gavazzeni, Giulini, Prêtre e Giuseppe Sinopoli), nonché l’Orchestra Sinfonica di Roma della RAI (Gerd Albrecht, Gianluigi Gelmetti, Maag, Prêtre e Sawallisch).

Tra le orchestre ospiti, sono da ricordare la New York Philharmonic (Dimitri Mitropoulos) e varie formazioni dell’allora «blocco» dell’Europa orientale (dalla Cecoslovacchia alla Polonia e alla Repubblica Democratica Tedesca), mentre in anni meno lontani sono da ricordare la Philharmonia di Londra con il Coro della Radio Svedese (Muti), la London Symphony con il Coro dell’Orfeón Donostiarra (Maazel), la Royal Philharmonic di Londra con l’Ambrosian Chorus (Albrecht) e la London Philharmonic Orchestra & Chorus (Klaus Tennstedt). E per quasi vent’anni il Coro Filarmonico di Praga, diretto da Josef Veselka, fu una delle colonne portanti del festival, in concerti sia con orchestra sia a cappella.

L’edizione del 1990 ebbe inizio con quattro concerti dell’Orchestra dei Bochumer Symphoniker insieme al Coro della Filarmonica Slovacca: dedicati prevalentemente ad un repertorio contemporaneo, i concerti furono realizzati in collaborazione con i Quaderni Perugini di Musica Contemporanea promossi da Alfonso Fratteggiani.

I cantanti e le opere

Foto da Gramophone, serie «unseen pictures of Maria Callas»

Foto da Gramophone, «Unseen pictures of Maria Callas»

Se impressionano le «prime esecuzioni italiane», l’elenco dei cantanti – spesso nei primi anni della loro carriera – è semplicemente sbalorditivo. Citiamo soltanto alcuni nomi: Martina Arroyo, Fedora Barbieri, Walter Berry, Barbara Bonney, Montserrat Caballé, Maria Callas, José Carreras, Boris Christoff, Ileana Cotrubas, Suzanne Danco, Alfred Deller, Anton Dermota, Mariella Devia, Helen Donath, Brigitte Fassbaender, Maureen Forrester, Nicolai Ghiaurov, Agnes Giebel, Nicolai Gedda, Ernst Haefliger, Marga Hoeffgen, Gundula Janowitz, Siegfried Jerusalem, Raina Kabaivanska, James King, René Kollo, Christa Ludwig, Edda Moser, Gustav Neidlinger, Julius Patzak, Hermann Prey, Peter Schreier, Elisabeth Schwarzkopf, Irmgard Seefried, Giulietta Simionato, Rita Streich e Anne Sophie von Otter.

Furono spesso protagonisti di opere liriche date in forma di concerto (altra caratteristica della direzione di Siciliani) o talvolta – nei primi anni – in forma scenica: opere note come Fidelio (anche nella sua versione originale Leonore), Parsifal, Tannhäuser, Lohengrin e Rienzi affiancarono opere poco conosciute come Les Danaïdes (Salieri), Olimpie e La vestale (Spontini), Démophoon (Cherubini), Alceste (Gluck, nella versione francese), Moïse et Pharaon e Mosé in Egitto (Rossini), Euryanthe (Weber), Le prophète (Meyerbeer), Ruslan e Ludmilla (Glinka), Iolanta (Tchaikovsky), Il convitato di pietra (Dargomižskij), Il principe Igor (Borodin), La chovanščina e la prima versione di Boris Godunov di Musorgskij (quest’ultimo indicato come una prima esecuzione italiana, ma forse il primato spetta al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1971), La leggenda dell’invisibile città di Kitez (Rimski-Korsakov), Maddalena (Prokofiev), La condanna di Lucullo (Paul Dessau), la Passione greca (Martinů) – quest’ultima con un piccolo ruolo per una Gwyneth Jones 26enne – e Svätopluk (Eugen Suchoň), oltre a quelle già citate tra le prime esecuzioni.

 

 

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