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FESTIVAL ORIZZONTI

a cura di Marco Momi

Perugia, ex Ospedale Fatebenefratelli

Mercoledì 11 dicembre 2019 | Giovedì 12 dicembre 2019 | Sabato 14 dicembre 2019

“L’orizzonte serve a definire la linea d’incontro tra quel che c’è e quel che ancora non c’è.”
Franco Farinelli

Il Festival Orizzonti è un contenitore di sperimentazione prodotto dalla Fondazione Perugia Musica Classica in collaborazione con l’ensemble Opificio Sonoro, l’associazione Corsia Of e Radiophonica-Adisu (Media Partner). Orizzonti è un vero e proprio mini-festival all’interno della stagione degli Amici della Musica, composto da quattro concerti/evento che si terranno l’11 il 12 e il 14 Dicembre 2019 presso l’ex Ospedale Fatebenefratelli.

L’orizzonte è ciò che unisce cielo e terra. È il luogo in cui – come scrive la Campo – “le radici e le cime dell’anima si nutrono reciprocamente” per evitare che si separino e cedano alla vuota contemplazione di sé. Lo scopo dell’iniziativa è quello di dare nuovi stimoli al pubblico attraverso piccoli viaggi alla scoperta del suono e della dinamica dell’”ascolto possibile”. La Fondazione vuole tornare a sollecitare quello spirito di socialità e aggregazione capace di attivarsi solo tra coloro che decidono di avventurarsi, con un pizzico di temerarietà, tra percorsi di conoscenza musicale o di semplice meraviglia sonora.

I quattro eventi originali sono concepiti giocando con il format classico del concerto, la durata dei singoli eventi sarà di circa un’ora e ci saranno momenti di convivialità pre e post concerto così come momenti di approfondimento. Caratterizzata da una forte tematizzazione, la programmazione attraversa varie epoche e propone il contatto con una ricca varietà di suoni (dal pianoforte storico d’epoca mozartiana alla vocalità, fino alla impro session elettronica).

Il legame con le radici si manifesta in due modi, da un lato coltivando la presenza delle risorse musicali già con carriera internazionale espresse dal territorio umbro e in secondo luogo con una programmazione che ricuce con il più nobile passato musicale della regione, come nel caso del focus su John Cage (invitato e programmato a Perugia poco prima della sua morte nel 1992) o dell’esecuzione di ZUNGENSPITZENTANZ per ottavino di Karlheinz Stockhausen, estratto dalla terza scena di SAMSTAG aus Licht (la quarta scena della stessa opera fu commissionata dalla Sagra Musicale Umbra nel 1982). Immancabile un primo confronto con il genio creativo di Salvatore Sciarrino (umbro di adozione), presente con i celebri Anamorfosi e Lo spazio inverso.

Il primo concerto vede alternarsi il pianoforte storico di Costantino Mastroprimiano e l’ensemble Opificio Sonoro in un gioco tra gli anni ’80 del 1900 (Boulez di Dérive I, Sciarrino, Donatoni di Arpége e Stockhausen) e del 1700 (con alcuni dei brani singoli per tastiera di Mozart).

Il secondo appuntamento è all’insegna del confronto tra un giovane Alban Berg e un attempato Rossini, agli antipodi nei toni delle loro opere vocali da camera eseguite da Mauro Borgioni, Elisabetta Lombardi e Filippo Farinelli. Particolarmente prezioso è il lavoro di ricerca che il pianista Filippo Farinelli ha condotto sull’opera liederistica di Berg, grazie a questo straordinario sforzo saremo in grado di ascoltare per la prima volta in Italia alcuni brani del compositore austriaco. Lo stesso pianista eseguirà anche i celebri Last Pieces per pianoforte solo del grande compositore americano Morton Feldman.

Il terzo appuntamento è un doppio concerto all’insegna dei visionari. Si inizia con Schumann eseguito dal Duo Dillon-Torquati in contrappunto con letture di testi d’epoca sullo stesso autore selezionati da Elena Abbado: un viaggio nel labirinto mentale schumanniano che porterà il compositore tedesco alla follia degli ultimi anni di vita. Seguirà un’ installazione con strumenti originali ispirati all’arte povera comandati via laptops e una impro session elettronica sugli stessi strumenti da parte di Simone Pappalardo e Nicola Cappelletti. Si concluderà la serata con un viaggio verso l’orizzonte sonoro nord americano con alcuni dei Landscape di John Cage, il performativo di Alvin Lucier con Heavier Than Air e Critical Band di James Tenney eseguiti da Opificio Sonoro con la collaborazione degli artisti invitati.

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1ª giornata – THE MARVELOUS 80s

Assecondando l’abitudine alle riletture storiche più o meno cicliche o più o meno “in rima” (per dirla alla Mark Twain), si osserva con curiosità un ritrovato amore per i meravigliosi anni 80. Il maestro d’immagini e regista Steven Spielberg li ha recentemente definiti anni di transizione in cui non esisteva il concetto di stress. In effetti il concetto di postmoderno negli anni 80 si esprime con grande forza e libertà. Tra nuove contestualizzazioni e gioco, tutto si fa oggetto e frammento da ricombinare per dare nuovo senso e più leggerezza ai nuovi orizzonti.

Ora che le società postmoderna e liquida sono forse finite (come osservato dagli stessi Baumann, Bordoni o Eco) il senso di transitorio che pur rimane ci spinge a guardare indietro: a quegli anni 80, del ‘900 e anche del ‘700, che hanno unito gioco e intimità, nitidezza, inquietudine pre-romantica e un cambiamento nel ritmo del pensiero a loro contemporaneo.

Il programma è un divertissement : un pezzo per anno tra due secoli. Da un lato Mozart che pronuncia parole raramente ascoltate in forma di frammento o singolo brano (con la voce del Fortepiano), dal lato novecentesco rispondono i capolavori di Boulez, Donatoni, Sciarrino e Stockhausen: quattro grandi autori che, pur manipolando diversa materia sonora si misurano con il senso del classicismo.

OPIFICIO SONORO

Claudia Giottoli e Andrea Biagini, flauti – Raffaella Palumbo, clarinetto – Laura Mancini, percussioni Filippo Farinelli, pianoforte – Agnese Balestracci, violino – Umberto Aleandri, violoncello

Marco Momi, direttore

Costantino Mastroprimiano, fortepiano – pianoforte storico

THE MARVELOUS 80s – programma (70’ ca)

1788

Wolfgang Amadeus Mozart

Adagio K. 540 in si minore per fortepiano

1980

Salvatore Sciarrino

Anamorfosi per pianoforte solo

1781

Wolfgang Amadeus Mozart

Allegro K. 400 (372a) in si bemolle maggiore per fortepiano

1984

Pierre Boulez

Dérive I

per flauto, clarinetto, vibrafono, pianoforte, violino e violoncello

1782

Wolfgang Amadeus Mozart

Fantasia K. 396 in Do minore per fortepiano

1983

Karlheinz Stockhausen

ZUNGENSPITZENTANZ

per ottavino solo

1985

Salvatore Sciarrino

Lo spazio inverso

per flauto, clarinetto, celesta, violino e violoncello

1789

Wolfgang Amadeus Mozart

Piccola giga K. 574 in sol maggiore per fortepiano

1986

Franco Donatoni

Arpége per flauto, clarinetto, vibrafono, pianoforte, violino e violoncello

1787

Wolfgang Amadeus Mozart

Rondo K. 511 in la minore per fortepiano

 

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2ª giornata – CARPE DIEM

The Young Berg Vs The Old Rossini

Nel 1985, per il centenario della nascita di Alban Berg, la casa editrice Universal pubblica per la prima volta due raccolte di Jugendlieder rendendo così fruibili una serie di Lieder giovanili scritti tra il 1902 e il 1907, rimasti fino ad allora inediti. Nel 2015 a distanza di 30 anni da questa operazione, l’Universal decide di pubblicare le restanti opere appartenenti ai due volumi di manoscritti autografi di Jugendlieder, racchiudendole in un terzo volume. In attesa di una edizione critica che chiarisca alcuni aspetti di questa produzione, sono disponibili finalmente tutti i Lieder giovanili di Berg che miracolosamente raccontano e mappano l’evoluzione stilistica di uno dei più importanti compositori del Novecento. Il pianista Filippo Farinelli si è prodigato in un impegnativo progetto di ricerca che racconta un Berg giovane e intimamente melanconico, le cui visioni fosche e aperture improvvise (in maturità poi plasticamente espresse) emergono con timida sorpresa e sanno di rivelazione.

Di contro il Rossini maturo ed esperto nel teatro del sorriso e dell’assurdo. L’ironia sulla vecchiaia e sulle lagne taciute ci interroga sulle reali età dei due compositori: confidando il meno possibile nel domani, Berg riflette e scopre il suo mondo sensibile senza alcun segno di impazienza, mentre Rossini…

Il contrasto tra età anagrafica e mentale si esprime lucidamente anche in un altro grande autore americano del secolo scorso: Morton Feldman di cui sono presentate i celebri Last Pieces per pianoforte solo, composti in realtà in età giovanile.

 

Filippo Farinelli, pianoforte

Elisabetta Lombardi, mezzosoprano

Mauro Borgioni, baritono

I testi dei brani saranno proiettati in tempo reale

 

CARPE DIEM – programma

 

Alban Berg

Selezione di Jugendlieder

 

Morton Feldman

Last Pieces (1956)

 

Alban Berg

Selezione di Jugendlieder

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Gioachino Rossini

Musiche da Soirées musicales e da Péchés de vieillesse

 

ABOUT

FILIPPO FARINELLI: quando/dove su Berg/Rossini (2 brevi video)

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3° giornata – I

DEEP ROMANTIC – Labirinto Schumann

parole – musica – trascrizioni

Il genio romantico di Robert Schumann sembra essere prima di tutto una condizione esistenziale e poi un progetto poetico. L’energia torrenziale con cui scava nel dettaglio le partiture, con cui disegna – primo tra tutti – campi e orizzonti fibrillanti ha del visionario, così come la convinzione con cui immagina una nuova “poetizzazione dell’esistenza umana”.

Una missione che si fa talmente forte da uscire dall’individualismo romantico per trovare anche una forma sociale. Nel 1834 fonda la Neue Zeitschrift für Musik (“rivista di progresso musicale” tuttora in vita) e scrive di musica, della sua e di quella degli altri. Scrive al circolo di amici chiamato “Lega di David” e lo fa con durezza, slancio e passione parlando dei suoni del suo tempo e della sua opera. Qui, in una lettera all’amata Clara Wieck, veniamo a conoscenza di tre brani per violoncello e pianoforte che la stessa Clara gettò via e che ora non abbiamo più.

Da queste lettere ha inizio un viaggio schumanniano: attraverseremo poi i tratti del genio tedesco a partire da testi scritti su Schumann, vere e proprie testimonianze che ritraggono l’autore fin verso la fase finale della sua vita caratterizzata dalla malattia mentale. La selezione sarà a cura della musicologa Elena Abbado e farà da contrappunto alla musica (originale e trascritta) eseguita dal Duo Dillon – Torquati (che di Schumann ha curato l’incisione integrale delle opere per pianoforte e violoncello).

Elena Abbado, selezioni testi e approfondimento

Emanuele Torquati, pianoforte

Francesco Dillon, violoncello

 

DEEP ROMANTIC – programma

APPROFONDIMENTO

ELENA ABBADO: Schumann parla

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*reading registrato di scritti di Schumann selezionati da Elena Abbado su frammenti audio

dei brani citati

 

Robert Schumann

Fantasiestücke op. 73

 

reading registrato testi su Schumann

 

Robert Schumann

Kinderzenen op. 15

trascrizione per pianoforte e violoncello di Friedrich Grützmacher

 

reading registrato testi su Schumann

 

Robert Schumann

Sonata n.1 op. 105 per violino e pianoforte

trascrizione per pianoforte e violoncello di Friedrich Grützmacher

 

reading registrato testi su Schumann

 

Robert Schumann (1810 – 1856)

Adagio e Allegro op. 70

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3ª giornata – II

SOUNDSCAPE

Il programma è un viaggio nel suono e nell’ascolto immersivo. Si parte dall’aspetto più crudo e post-industriale degli strumenti costruiti da Simone Pappalardo e comandati via computer: materiali di scarto, latta o legno o circuiti di uso domestico vengono re-inventati e diventano strumento. Il momento di focalizzazione sul suono “residuo” del nostro quotidiano prende poi vita in una improsession con Simpone Pappalardo e Nicola Cappelletti ovvero una performance in cui il rumore si fa forma e brano semi-improvvisato. Si passa poi ad un ritratto americano (eseguito da Opificio Sonoro insieme agli artisti ospiti) con John Cage in Imaginary Landscape n. 1 per due fonografi, pianoforte e piatto sospeso e In a Landscape per pianoforte solo. Segue il performativo Alvin Lucier con un brano per voci e palloncini e lo spettralista James Tenney con un brano dall’ascolto altamente immersivo.

 

OPIFICIO SONORO

Laura Mancini, percussioni

Simone Nocchi, pianoforte

Marco Momi, direttore

Simone Pappalardo, sound artist

Simone Pappalardo e Nicola Cappelletti, performers

 

 

SOUNDSCAPE – programma

Simone Pappalardo – Installazione itinerante sculture sonore

orchestra di statue sonore, laptop, strumenti ispirati all’arte povera e soundfield

Simone Pappalardo – Nicola Cappelletti

impro con suoni di scarto, timbri residuali e oggetti controllati via laptop

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John Cage

Imaginary Landcape n.1 (1939) per due fonografi a velocità variabile, pianoforte e piatto sospeso

 

John Cage

In a Landscape (1948) per pianoforte solo

 

Alvin Lucier

Heavier Than Air (1999)

per palloncini, anidride carbonica e sussurri

 

James Tenney

Critical Band (1988)

per ensemble variabile

 

SCOPERTA

Thanks for Coming!: interazione del pubblico con gli artisti di Opificio Sonoro e Simone

Pappalardo.

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