Primo concerto a Perugia per il ventitreenne pianista Filippo Gorini, uno dei più interessanti talenti della sua generazione

IL CONCERTO

 

«Il concerto ha inizio con un’opera del 1978 di György Kurtág, forse il più grande compositore vivente, dal titolo di ‘Schegge’. Kurtág è autore dall’espressività concentratissima, esposta in frammenti, in gesti poetici ben confinati. La maestria nel gestire i pochi elementi gli deriva certamente anche dal grande amore per Bach, di cui ha realizzato anche notevoli trascrizioni pianistiche con una sapienza timbrica che colma di ammirazione. Ogni aspetto dei brani, all’apparenza intuitivi, è in realtà curato molto in profondità nelle relazioni di intervalli, di armonie, di ritmo, di tempo». (Filippo Gorini)

«Ho appena finito un’altra serie di nuovi pezzi: li chiamo Kreisleriana. Tu e il pensiero di te li dominano completamente […]: la mia musica mi sembra adesso così pienamente realizzata, così pura e sgorgante direttamente dal cuore: musica bizzarra, musica folle, perfino solenne; vorrei vedere gli occhi che farai quando la suonerai! E d’altronde molte volte mi capita adesso di sentirmi scoppiare dalla forza della musica». Così scriveva Robert Schumann a Clara, che dopo due anni, nel 1849, sarebbe divenuta sua moglie. E tutta la musica scritta dal compositore tedesco in questo primo bruciante decennio creativo è un unico grande poema d’amore, intessuto di mille segreti riferimenti, rivolto a lei.

Poche composizioni pianistiche nella storia della musica sono assurte al livello di «mito» quanto la Sonata op. 106 di Beethoven, al quale l’autore diede il titolo in tedesco di “Grande Sonata per il pianoforte a martelli” (o Hammerklavier, appunto). E lo stesso autore, tra la fine del 1817 e gran parte del 1818, era consapevole di aver messo mano ad “una Sonata che darà ai pianisti del filo da torcere quando la si suonerà, fra cinquant’anni” (come affermerà più tardi a Carl Czerny). Siamo alle soglie del cosiddetto «terzo stile» beethoveniano, quando il pensiero del compositore si stava volgendo verso progetti sempre più ambiziosi e monumentali: nei prossimi cinque anni, alla Sonata op. 106 seguiranno le Variazioni su un tema di Diabelli, la Missa Solemnis, le ultime tre Sonate pianistiche e la Nona Sinfonia.

 

IL MUSICISTA

 

Vincitore nel 2015 del Concorso  “Telekom- Beethoven” di Bonn (con voto unanime della giuria), nel quale ha inoltre ricevuto il premio del pubblico sia in semifinale che in finale, a soli ventitré anni Filippo Gorini è uno dei più interessanti talenti della sua generazione. Si è esibito con grande consenso di pubblico e critica in prestigiose sale internazionali, nel 2016 ha effettuato una tournée con la Klassische Philharmonie di Bonn nelle principali città tedesche e ha debuttato in recital per il Beethovenfest di Bonn. Tra i recenti impegni, concerti con l’Orchestra Sinfonica del Lichtenstein, la Filarmonica Slovacca e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, numerosi recital in Europa (Konzerthaus di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo, Flagey di Brussels) e, in Italia, per la Società del Quartetto di Milano, il Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, l’Accademia Filarmonica Romana, la Filarmonica di Trento, e Bologna Festival. Gorini è anche il vincitore del Premio “Una vita nella musica – Giovani” 2018, che dal 1979 viene annualmente assegnato al Teatro La Fenice di Venezia da un comitato scientifico di critici e musicologi.

Tra i numerosi premi vinti spiccano il “Beethoven-Ring” conferito dall’associazione “Cittadini per Beethoven” di Bonn (2016), il premio del Festival “Young Euro Classic” di Berlino (2016) e, in precedenza, il primo premio al Concorso “Neuhaus” del Conservatorio di Mosca (2013).

 

PROGRAMMA

Kurtág: Splinters op. 6d
Schumann: Kreisleriana, otto Fantasie op. 16
Beethoven: Sonata in si bemolle maggiore op. 106 «Hammerklavier»

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