Stagione Musicale 2018-2019

Il Suono della Natura, la Natura del Suono

C’è molta natura in questa nuova Stagione degli Amici della Musica, segnatamente perché si inaugura con un appuntamento sinfonico-corale che intona un inno all’armonia fra l’uomo e l’ambiente.

È il grande Oratorio laico di Haydn Le Stagioni, che nel 1801 l’anziano compositore consegnò in guisa di viatico al nuovo secolo esordiente. In quell’affresco cantato da tre contadini la musica si fa pittura sonora mentre esorta a vivere gioiosamente i doni del creato, in una traduzione artistica della dottrina di Rousseau che il Romanticismo sonderà nello sbigottimento del sublime e in un dialogo costante col paesaggio. Basti pensare che nell’ultima parte delle Stagioni appare, come idillio domestico, un Lied di donne che riunite intorno al fuoco cantano filando la lana. Di lì a poco, Schubert metterà all’arcolaio la sua Gretchen, Mendelssohn racchiuderà quell’immagine in un Lied ohne Worte, lo Spinnerlied, con incantevole grazia, e Wagner metterà in scena l’identica scena all’apertura del secondo atto dell’Olandese volante, il celebre «Coro delle filatrici».

Il primo frutto straordinario che dal seme delle Stagioni maturò, solo pochi anni dopo, è la Sinfonia Pastorale di Beethoven, che l’Orchestra da Camera di Perugia eseguirà in marzo sotto la direzione del geniale Hugo Ticciati. Ma oltre ai temporali fragorosi e minacciosi che accomunano questi due lavori, sentiremo burrasche sonore nelle pagine profetiche delle Boréades di Rameau, laddove si chiama in causa una macchina del vento per evocare la furia degli elementi. Enrico Bronzi dirigerà questa magnifica Suite a dicembre, sempre con la nostra Orchestra da Camera di Perugia e Marc Minkowski, coi suoi fantastici Musiciens du Louvre ne farà ascoltare alcuni estratti, all’interno di un’antologia che raccoglie le gemme più preziose della poesia sinfonica di Rameau. Infine, la tempesta si scatenerà nell’Ouverture del Guillaume Tell rossiniano, sintesi dei modelli di Haydn e Beethoven ormai totalmente calata nel clima incandescente del Romanticismo e dell’orchestra romantica vero incunabolo normativo. L’ascolteremo con l’Ensemble Cordia di Stefano Veggetti in un’antologia che rende omaggio al Rossini sinfonico di tante popolarissime ouvertures d’opera.

Di queste, due figureranno anche nel grande concerto finale della Stagione, quando Ivan Fischer dirigerà quelle per La gazza ladra e L’Italiana in Algeri, insieme alla Quarta Sinfonia di uno Schubert giovanissimo in preda, come tutta Europa, al morbo rossiniano. In quel programma, festeggeremo anche il ritorno a Perugia di un artista amatissimo, Emanuel Ax, in uno dei più bei concerti per pianoforte e orchestra di Mozart.

A proposito di pianisti, gli altri ritorni illustri del cartellone sono quelli di Joaquin Achucarro, con il suo amato Chopin e le sue ormai leggendarie interpretazioni di autori iberici, di Mitsuko Uchida, in un programma monografico schubertiano, di Alexandre Tharaud con le Variazioni Golberg, di Angela Hewitt, naturalmente ancora con Bach, e di Grigory Sokolov, cinque presenze che certificano il livello internazionale delle proposte artistiche degli Amici della Musica. Due altri pianisti di indiscutibile qualità e personalità faranno invece il loro debutto nelle nostre stagioni, Alexander Melnikov e il giovane Filippo Gorini.

I quartetti, che sono l’essenza della musica da camera e la palestra più eletta del pensiero compositivo, occupano quattro concerti, con complessi giovani valorizzati dall’Associazione «Le dimore del Quartetto», cui la Fondazione Perugia Musica Classica ha aderito, o con complessi celebri come il Belcea o il Quartetto Elias. Quest’ultimo torna a Perugia per celebrare i quindici anni dall’istituzione del Borletti-Buitoni Trust, un concerto che intende soprattutto omaggiare il nostro grande e indimenticabile Presidente Franco Buitoni e che in suo nome ha in programma una meravigliosa silloge di Lieder schubertiani, affidati alla voce di Anna Lucia Richter e al pianoforte di Zoltán Ferjervari.

Infine, due programmi «fuori ordinanza» che vogliono celebrare due illustri contributi della tradizione popolare alla musica d’arte. Il primo è consacrato alla canzone napoletana, restituita dalla voce di Marco Beasley a tutta la sua originale eleganza e intimità, il secondo alla struggente poesia del Fado lusitano. Qualità e varietà sono anche per questa Stagione la bussola che ci ha guidato nelle scelte.

 

                                                                                                                      Alberto Batisti

Direttore artistico

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