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L’Orchestra da Camera di Perugia e Hugo Ticciati con Beethoven e Vasks

Dopo le sue esibizioni applaudite a dicembre, con Stefan Milenkovich a Solomeo – concerto replicato di recente a Ravenna – e con Enrico Bronzi alla Basilica di San Pietro, l’Orchestra da Camera di Perugia si presenta per il suo terzo concerto della stagione, sotto la guida del violinista Hugo Ticciati. L’artista è già conosciuto al pubblico della Sagra Musicale Umbra per la sua versatilità e per il carattere innovativo dei suoi programmi, che nel 2017 a Montefalco, sempre con la stessa Orchestra, propose pagine recenti di Arvo Pärt, Arturs Maskats e Lera Auerbach.

Britannico di nascita ma naturalizzato svedese, Ticciati è fondatore del complesso o/modӘrnt (letteralmente “non-moderno”), che dal 2011, e con un organico variabile, anima il Festival omonimo in un antico palazzo nei pressi di Stoccolma, vero crogiolo di ricerca che affianca l’antico al moderno, lo strumentale e il vocale al multimediale e all’interdisciplinare. Invitato come solista e camerista in tutto il mondo, è stato artista “in residenza” al King’s Place di Londra nel 2018, ed è dedicatario di oltre 30 composizioni nuove, tutte commissionate appositamente, che nei prossimi anni comprenderanno altre nuove pagine concertanti dei lettoni Maskats e Vasks, la britannica Judith Weir e la bulgara Dobrinka Tabakova. Suona un prezioso strumento del 1751 di G.B. Guadagnini.

Una felice intesa con l’Orchestra da Camera si rinnova con un secondo confronto tra lo storico e il moderno. Con Ticciati come direttore-concertatore, la formazione continua la sua esplorazione delle Sinfonie di Beethoven, con la celebre – e impegnativa – Sinfonia “Pastorale”, in fa maggiore op. 68, mentre nella prima parte accompagna lo strumentista nel Concerto per violino e orchestra d’archi – “Distant Light” (Luce lontana, 1997) – del lettone Pēteris Vasks (classe 1946), lavoro di un linguaggio molto accessibile che è stato commissionato dal connazionale Gidon Kremer e accolto da un gran numero di violinisti delle ultime generazioni nel loro repertorio. In entrambi i casi, l’ascoltatore si trova di fronte alla Natura: una Natura “pittorica” e accogliente – se non per un improvviso temporale – per Beethoven, una più turbata e “contaminata” per Vasks, il quale si interroga sul preoccupante stato ambientale del nostro pianeta. Invitiamo un pubblico numeroso a voler assistere al concerto. È raro trovare un’occasione musicale per riflettere sulla vita quotidiana di ognuno di noi, e per Ticciati l’ascoltatore ha la stessa importanza dell’esecutore.

N.B. Contrariamente a quanto annunciato nel programma generale, sede del concerto sarà nuovamente la Basilica di San Pietro, a causa dell’indisponibilità del Teatro Morlacchi.

PROGRAMMA

Vasks: «Distant Light», Concerto per violino e orchestra d’archi
Beethoven: Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 «Pastorale»

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