MOUSIKÉ, CONCERTO PER PIANOFORTE E REALTIME GRAPHICS SYSTEM

da | Mag 2, 2018

IL CONCERTO

 

Con il termine “Mousiké” nell’antica Grecia si indicava la più importante fra tutte le forme di rappresentazione, necessaria per l’educazione di ogni cittadino. Questa pratica artistica si esprimeva in tre modi inscindibili e organicamente complementari: la poesia, ovvero il canto parlato, la musica strumentale e la danza. Il progetto Mousiké vuole riaccostarsi alla visione originaria di questo atto artistico come, appunto, sinfonia di molteplici forme espressive. L’evoluzione dei mezzi tecnologici ha permesso alle arti visive di accostare sempre più la propria ricerca a quella di arti performative quali la musica, la danza ed il teatro. Suono ed immagine non sono semplicemente accostate l’uno all’altra, ma sono in un rapporto simbiotico.

  • J. S. Bach arr. Aleksander Siloti | Preludio in si minore BWV 855º
    Il pensieroso Preludio in si minore fu scritto da Bach nel 1820 come un esercizio per il figlio primogenito Wilhelm Friedemann, e nel secondo Novecento, nella trascrizione di Siloti, acquistò non poca notorietà come uno dei fuori programma preferiti di Emil Gilels.

  • Arvo Pärt | Für Alina (1976)
    Facciamo un salto in avanti di circa 250 anni per Für Alina (Per Alina), pagina “iconica” con la quale il compositore estone, nel 1976, uscì da otto anni di silenzio creativo, scoprendo quella “voce” personale – scarna, elementare – che è diventata una delle firme più inconfondibili dei nostri giorni. Scritto per un’amica di famiglia (e con allusione evidente al titolo Für Elise di Beethoven), il brano è costituito da appena due minuti di musica, con l’invito dell’autore ad ampliare la sua durata a piacere.

  • J. S. Bach | Suite inglese n. 3 in sol minore BWV 808
    Ritorniamo a Bach con la Suite inglese in sol minore, terza della raccolta di sei lavori che generalmente viene ascritta agli anni passati alla corte di Köthen tra il 1717 e il 1723. Di “inglese” in realtà non vi è nulla: il titolo è dovuto alla curiosa annotazione del figlio più giovane del compositore, Johann Christian, su una copia manoscritta della Prima Suite.

  • Aleksandr Skrjabin | Studio in do diesis minore op. 2 n. 1 | “Vers la flamme”, poème op. 72
    È uno shock, passare dal barocco lineare di Bach al tardo-romanticismo trascendentale del russo Aleksands Skrjabin, figura singolare e esaltata, che negli ultimi anni della sua breve vita esplora un linguaggio armonico, condizionato dalle sue convinzioni mistiche e “teosofiche”, uscendo fuori da tutti gli schemi.

  • J. S. Bach arr Wilhelm Kempff | Siciliano in sol minore
    Trascrizione del movimento lento della Sonata per flauto BWV 1031 da parte del celeberrimo pianista tedesco Wilhelm Kempff. Al Siciliano di questa concerto, una delle sue dieci trascrizioni bachiane pubblicate tra gli anni ‘30/’50, diede l’indicazione pertinente di “Andante semplice”.

  • Sergei Prokof’ev | Toccata in do maggiore op. 11
    È una pagina di un virtuosismo allo stato puro, che per ammissione dello stesso autore prende come esempio la Toccata op. 7 di Schumann. Alla sua Toccata op. 11, il ventunenne Prokof’ev diede l’indicazione “Allegro marcato”.

 

 

I MUSICISTI

Gloria Campaner, veneziana classe 1986, debutta giovanissima e ottiene, a soli 5 anni, il primo di una lunga serie di premi: più di venti vittorie in concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Si è esibita per la prima volta per gli Amici della musica nel 2014, come solista nel Concerto di Schumann con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da John Axelrod. Nel 2014 ha meritato una borsa di studio del Borletti-Buitoni Trust, prima pianista italiana ad aver ricevuto questo importante riconoscimento. Svolge regolare attività concertistica ospite dei principali festival e società di concerti in Italia (MiTo, Società dei Concerti, Concerti dal Quirinale, Ravello Festival solo per citarne alcuni) e in Europa, Asia, Africa e Sud America. Si dedica inoltre alla musica da camera ed è attenta a promuovere la musica contemporanea, con esecuzioni assolute di lavori a lei dedicati da compositori quali Márton Illés, Jörg Widmann, Vittorio Montalti e Giovanni Sollima. Ha registrato per vari canali televisivi e radiofonici tra cui Rai, CNN, Sky Classica, RTSI – Radio Televisione Svizzera Italiana. Nel 2016 è stata protagonista del documentario “The Heart of Stone” di Luca Scarzella per Sky Arte.

Natan Sinigaglia è un artista audio-visuale residente a Varese. Con una formazione fortemente radicata nelle arti performative (musica e danza contemporanea) e sviluppatasi nell’ambito della computer grafica in tempo reale, Natan Sinigaglia esplora le infinite connessioni tra suono, corpo ed immagine. Crea spazi artistici nei quali molteplici linguaggi collidono e si sovrappongono, interrogandosi vicendevolmente, condividendo forme e significati. Nel 2008 Sinigaglia fonda, assieme Pedro Mari, il duo artistico Abstract Birds con il quale produce numerosi progetti in festival internazionali. Oltre al ruolo d’artista, Natan Sinigaglia è direttore tecnico e sviluppatore di tutti i lavori del duo.

Dal 2015, seguendo l’esigenza di esplorare tematiche legate al corpo, alla relazione tra suono e spazio e alla fruizione dell’opera, Sinigaglia estende il proprio dominio di ricerca, affiancando allo sviluppo di progetti di carattere performativo anche la produzione di opere installativo-interattive.

PROGRAMMA

Mousiké
Concerto per pianoforte e realtime graphics system

Bach / Siloti: Preludio in si minore BWV 855a
Pärt: Für Alina
Bach: Suite inglese n. 3 in sol minore BWV 808
Skrjabin: Studio in do diesis minore op. 2 n. 1 – Vers la flamme op. 72
Bach / Kempff: Siciliano in sol minore dalla Sonata per flauto n. 2 BWV 1031
Prokofiev: Toccata op. 11

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