Il Quartetto Prometeo e Mariangela Vacatello per rendere omaggio al giovane compositore perugino Marco Momi

da | Mar 29, 2018

IL CONCERTO

 

Al centro del programma del concerto del 6 aprile al Teatro Morlacchi c’è UNRISEN, una composizione per Smart Piano Quintet di Marco Momi. Nato a Perugia nel 1978, ha studiato pianoforte, direzione d’orchestra e composizione a Perugia, Strasburgo, L’Aja, Roma, Darmstadt e Parigi. Nel periodo 2007-2010 studia e lavora presso l’IRCAM di Parigi. I suoi lavori risultano premiati in numerosi concorsi internazionali come Gaudeamus Music Prize, Seoul International Competition, Impuls – Klangforum Wien, Reading Panel IRCAM-EIC. Nel 2008 riceve il Kranichsteiner Music Prize dalla Città di Darmstadt. È stato compositore in residenza presso l’Akademie der Künste Berlin, la Fondazione Banna Spinola e il Divertimento Ensemble. I suoi lavori risultano eseguiti da Ensemble Intercontemporain, Nikel, Klangforum Wien, Neue Vocalsolisten Stuttgart, PHACE, Accroche Note, ASKO, Trio Accanto, Quartetto Prometeo, mdi, Marino Formenti, Nicolas Hodges, Mariangela Vacatello, Matteo Cesari e altri, in festivals come Musica  Strasbourg, ManiFeste  Paris, Présences – Radio France, Warsaw Autumn, Gare du Nord Basel, Rachmaninov Concert Hall Moscow, Gaida Vilnius,  Wiener  Konzerthaus,  Biennale  di  Venezia, Akademie der Künste Berlin, IRCAM, Ars Musica Bruxelles, Bang on a Can New York, Tzlill Meudcan Tel Aviv, Gaudeamus Music Week, ZKM Karlsruhe. Dal 2008 è docente presso Conservatori italiani, tiene seminari e conferenze particolarmente in Europa.

Di UNRISEN Marco Momi scrive: «La parola “unrisen” ha quantomeno due significati: “non sorto” oppure “non risorto”. In effetti in questo brano per quintetto di strumenti smart non c’è nessuna vertigine divina, la voce dell’elettronica rinuncia al tono onnipotente e si confronta con la dimensione umana. Il suono dell’elettronica è interamente diffuso all’interno degli strumenti stessi, non esistono più gli altoparlanti. La nuova liuteria e gli Smart Instruments rimettono in discussione l’aspetto dell’ascolto del suono elettronico, l’innovazione tecnologica ridefinisce i propri obiettivi assumendo il principio di una nuova interazione, più tattile e affettiva, più dinamica nella produzione. C’è una reale fusione dei corpi (i trasduttori si uniscono agli strumenti) e delle sorgenti sonore, l’artificiale si fonde con l’umano dotandolo di corde vocali bioniche. Tutto è dentro, tutto è nascosto, gli strumenti vibrano del suono elettronico che viene loro iniettato mentre loro stessi ne producono. È una visione pre-attuale (pre-tecnologica) che interroga la materia indipendentemente dal valore tecnologico o linguistico che la compone o la denota. La consistenza è ibrida e aerea, ma c’è dello stordimento nella moltiplicazione delle sorgenti: c’è della tensione nel crepuscolare. La nascita non è l’attesa della rivelazione, ma la percezione inquieta del potenziale».

Il suggestivo programma è completato dalla Sonata in do minore op. 13, «Pathétique» di Beethoven e dal Quintetto in la maggiore op. 81 per pianoforte e quartetto d’archi di Dvořák.

 

I MUSICISTI

 

« … È possibile toccare la perfezione? Da quello che ultimamente il panorama concertistico ci offre sembrerebbe proprio di no … Il Quartetto Prometeo sembra invece nato per rovesciare ogni assunto ». (Alberto Corrado, Vinile.com)

Vincitore della 50ª edizione della Prague Spring International Music Competition nel 1998, il Quartetto Prometeo è stato insignito anche del Premio Speciale Bärenreiter per la migliore esecuzione fedele al testo originale del Quartetto K. 590 di Mozart, del Premio Città di Praga come migliore quartetto e del Premio Pro Harmonia Mundi.  Nel 1998 il Quartetto Prometeo è stato eletto complesso residente della Britten-Pears Academy di Aldeburgh e nel 1999 ha ricevuto il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-Wien- Budapest per le «straordinarie capacità interpretative di una composizione del repertorio cameristico per archi» ed è risultato secondo al Concours International de Quatuors di Bordeaux. Nel 2000 è stato nuovamente insignito del Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco, ricevendo il Leone d’Argento 2012 alla Biennale Musica di Venezia.

Dal 2013 è «quartetto in residence» all’Accademia Chigiana di Siena in collaborazione con la classe di composizione di Salvatore Sciarrino, e da quest’anno è quartetto docente nell’ambito del progetto «Casa del Quartetto» 2018, promosso dalla Fondazione i Teatri e dal Premio Borciani di Reggio Emilia. Il Quartetto Prometeo si caratterizza per la sua tenuta interpretativa e intellettuale oltre che per la comunicazione con il pubblico, non solo nel repertorio tradizionale ma anche nella musica contemporanea.

 

Mariangela Vacatello inizia la sua carriera giovanissima e si impone sulla scena internazionale all’età di 17 anni, vincendo il 2° premio al Concorso internazionale «F. Liszt» di Utrecht. Da allora annovera molti riconoscimenti, dal Concorso «F. Busoni» di Bolzano, «Van Cliburn» di Fort Worth (Texas), «Top of the World» in Norvegia, «Reine Elisabeth» di Bruxelles, XVII Premio Venezia, The Solti Foundation, Premio della critica «Nino Carloni» e molti altri. Da oltre vent’anni è riconosciuta per la curiosità e versatilità degli orizzonti esecutivi, per il virtuosismo e passione che si ritrovano in ogni brano che inserisce nel suo repertorio; queste caratteristiche si rispecchiano nelle recensioni ai concerti e alle incisioni discografiche effettuate per la casa discografica Brilliant Classics con musiche di Liszt, Debussy e Ginastera.

Si è esibita in alcune tra le più importanti stagioni concertistiche del mondo come il Teatro alla Scala di Milano, IRCAM – Centre Pompidou di Parigi, Musica Insieme Bologna, Società dei Concerti di Milano, Teatro Carlo Felice di Genova, Unione Musicale di Torino, Wigmore Hall di Londra, Weill Hall di New York, Walt Disney Hall di Los Angeles, Oriental Centre di Shanghai, collaborando con l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Filarmonica della Scala, Prague Chamber Orchestra, RSI Lugano, Filarmonica di Stoccarda e direttori quali Krzysztof Penderecki, Andris Nelsons, Gábor Takács-Nagy, Alexander Shelley, Martin Haselböck, Gustav Kuhn, Xian Zhang, Christopher Franklin, Andrés Orozco-Estrada, Roland Böer, Gérard Korsten, Daniel Kawka, Anton Nanut, Donato Renzetti, Alain Lombard, Luigi Piovano.

Mariangela è nata a Napoli, dove ha iniziato lo studio della musica a 4 anni, e ha vissuto a Milano e Londra, dove ha studiato e si è perfezionata presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, il Conservatorio di Milano e la Royal Academy of Music di Londra. Vive attualmente a Perugia e unisce la sua carriera pianistica all’attività didattica all’Istituto «G. Briccialdi» di Terni.

PROGRAMMA

Beethoven: Sonata op. 13 «Patetica»
Momi: Unrisen
Dvorák: Quintetto in la maggiore n. 2 op. 81

CONFERENZA

Venerdì 6 aprile 2018, ore 17.00
Sala Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria

 

Incontro con Marco Momi

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