Il Quartetto Jerusalem e i maestri del quartetto: Beethoven e Bartók

by | Feb 13, 2018

Il concerto

 

Ludwig van Beethoven

Quartetto in fa minore op. 95, “Serioso”
Beethoven compone il Quartetto nel 1810, anno rallegrato da un lato dalla liberazione di Vienna dall’occupazione napoleonica, ma rattristato dall’altro, su un piano personale, dal rifiuto della famiglia Malfatti ad un eventuale matrimonio con la figlio Therese. Soltanto nel 1816 il compositore acconsentì alla pubblicazione del brano, con dedica all’amico e violoncellista Nikolaus Zmeskall. Si tratta di una pagina impulsiva, persino “violenta” nella sua compattezza formale e nel trattamento conflittuale del materiale tematico, con delle modulazioni repentine che sorprendono ancora oggi.
Viste le numerose innovazione della composizione sorge il dubbio se lo stesso Beethoven non vi rimase disorientato: passeranno ancora molti anni – fino al 1822 – prima che egli rimetta mano al genere del quartetto con l’op. 127.

Quartetto in fa maggiore op. 135
Questo Quartetto è l’ultimo lavoro in assoluto di Beethoven, portato a termine il 30 ottobre 1826, meno di sei mesi prima della morte. È la seconda di due pagine promesse all’editore berlinese Schlesinger, al quale il musicista aveva consegnato il Quartetto op. 132 alla fine dell’anno precedente. L’op. 135 è una pagina compressa, più concisa, non priva di quel senso d’umorismo – piuttosto burbero – che accompagnò l’autore per tutta la vita.

 

Béla Bartók

Quartetto n. 1 op. 7 (1909)
Oltre a essere singolarmente degli indiscussi capolavori, i sei Quartetti per archi di Béla Bartók accompagnarono quasi l’intera carriera del musicista ungherese, un periodo di trent’anni che dal 1909 (il Primo Quartetto) arrivò al 1939 (il Sesto). Il Quartetto op. 7 del concerto del 16 febbraio è una pagina affascinante, un lavoro sotto certi aspetti “ibrido”, che esemplifica l’attenzione di Bartók per il passato e per il presente, per un “innesto” tra musica d’arte e musica tradizionale: l’ultimo Beethoven da un lato e il canto popolare dall’altro. Il Quartetto si articola in tre movimenti senza interruzioni, con un’andatura in continua accelerazione, dal Lento iniziale all’Allegretto del secondo tempo e all’Allegro vivace del Finale.

 

I musicisti

 

Con la fondazione del Quartetto Jerusalem nella stagione 1993/1994 ed il debutto nel 1996, i quattro musicisti israeliani hanno intrapreso un viaggio di crescita e maturazione che li ha portati ad avere un vasto repertorio e una impressionante profondità di espressione. Premiato dal Borletti-Buitoni Trust nel 2003, il Quartetto porta avanti le tradizioni dei quartetti d’archi in un modo unico, avendo trovato il suo cuore espressivo in un suono caldo, pieno, umano e nell’equilibrio tra sonorità acute e gravi.

Il Quartetto Jerusalem è ospite affezionato delle sale da concerto più rinomate in Nord America e in Europa. Incide in esclusiva per Harmonia Mundi e di recente si è esibito in otto concerti in Cina, a Hong Kong e Taiwan, mentre il mese prossimo si reca negli Statu Uniti per una tournée di nove concerti. Il Quartetto torna di nuovo a Perugia per questo imperdibile appuntamento della stagione 2017-2018 degli Amici della Musica.

 

Prossimo concerto: sabato 3 marzo alla Basilica di San Pietro ore 20.30.

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