La Stagione Armonica a omaggiare Rossini a 150 anni dalla sua scomparsa

da | Mar 21, 2018

IL CONCERTO

 

«Musique sacrée» o «Sacrée musique?» (Musica sacra, appunto, o «dannata musica»?). Nonostante le esternazioni laconiche di Gioachino Rossini, non abbiamo alcun motivo per mettere in dubbio la sua sincerità religiosa riguardo la Petite Messe Solennelle del 1863. Colpisce, semmai, la dimensione «cameristica» – e controcorrente – del lavoro nella sua versione originale: non più di dodici cantanti, compresi i quattro solisti – «Douze Chérubins», secondo la battuta dell’autore – accompagnati da due pianoforti (l’uno principale, l’altro di «ripieno») e da un harmonium, strumento «domestico» che nelle piccole parrocchie di tutta Europa suppliva all’eventuale mancanza di un organo vero e proprio. In questa forma la Petite Messe ricevette la sua prima esecuzione nel marzo 1864 nel salone lussuoso del palazzo parigino, appena rinnovato, del banchiere comte Alexis Pillet-Will, con dedica alla comtesse Louise. In verità, è fuori dubbio che Rossini avrebbe gradito un’esecuzione in chiesa, ma le autorità vaticane – interpellate tramite l’abate Franz Liszt a Roma – erano irremovibili, continuando a vietare la partecipazione di voci femminili sotto volte ecclesiastiche: «Potrei io mai – sbottò il Pesarese in italiano, sempre all’amico Liszt – acconsentire di sentir cantare le mie note da ragazzetti stuonatori di prima classe, piuttostoché da femmine che, educate ad hoc per la musica sacra, rappresenterebbero (musicalmente parlando) colle loro intonate voci bianche gli angeli celesti???»

L’edizione che verrà eseguita sabato 24 marzo alla Basilica di San Pietro (e replicata a Norcia l’indomani) si basa sul manoscritto autografo, conservato dalla Fondazione Rossini di Pesaro, omettendo la parte di «ripieno» del secondo pianoforte, che si limita a duplicare alcuni passaggi del pianoforte principale. Ma per restituire il suono autentico della parte pianistica verrà utilizzato un Pleyel del 1849, identico a quello posseduto da Rossini, affidato al magistero di un’artista come Jin Ju.

 

I MUSICISTI

 

La Stagione Armonica viene fondata nel 1991 dai madrigalisti del Centro di Musica Antica di Padova e nella sua pluriennale attività si specializza nel repertorio rinascimentale e barocco con inclusione di programmi relativi al periodo classico, il ‘900 storico e il contemporaneo. Si avvale della collaborazione di strumentisti e di solisti tra i più qualificati ed ha collaborato con orchestre e gruppi strumentali quali Hespèrion XX, Accademia Bizantina, Accademia degli Astrusi, Orchestra Barocca di Venezia, Akademie für Alte Musik Berlin, Orchestra di Padova e del Veneto, I Solisti Veneti, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e Orchestra Giovanile Italiana. L’Ensemble è stato diretto da illustri direttori quali Anthony Rooley, Nigel Rogers, Jordi Savall, Peter Maag, Gianandrea Gavazzeni, Gustav Leonhardt, Andrea Marcon, Ottavio Dantone, Stefano Demicheli, Marco Mencoboni, Reinhard Goebel, René Jacobs, Jonathan Webb, Howard Shelley, Claudio Scimone, Federico Ferri, Zsolt Hamar, e nel 2009 ha avuto inizio una collaborazione – più volte riconfermata – con Riccardo Muti.

Sergio Balestracci, dopo aver iniziato gli studi musicali al Conservatorio di Piacenza, ha studiato flauto diritto con Edgar Hunt, diplomandosi successivamente al Trinity College of Music di Londra. Laureatosi inoltre in storia moderna all’Università di Torino, ha iniziato molto presto l’attività concertistica come strumentista e vocalista nel campo della musica rinascimentale e barocca, contribuendo tra i primi in Italia alla riscoperta di questo repertorio. Dal 1996 prepara e dirige La Stagione Armonica.

Di origine armena, Elizaveta Martirosyan (soprano) nasce in Georgia e si diploma giovanissima col massimo dei voti in canto e pianoforte al Conservatorio Sarajishvili di Tbilisi. Nel 2000 si trasferisce in Italia, dove frequenta i corsi di canto di Raina Kabaivanska, Shirley Verrett e Bernadette Manca di Nissa presso l’Accademia Chigiana di Siena, esibendosi spesso con la stessa Kabaivanska e nel 2003 in concerto con Luciano Pavarotti al Teatro Bonci di Cesena. Ospite stabile di numerose Associazioni musicali, si esibisce in Concerti e partecipa a Concorsi internazionali, vincendo numerosi Primi Premi assoluti, di cui sette nel solo periodo 2015-2018: «A. Bazzini», Montichiari; «F. Mattiucci», Asti e Nizza Monferrato; «Santa Gianna Beretta Molla», Mesero (MI); «C. Zampighi», Galeata (Forlì); «R. Storchio», Sabbioneta; «Teatro Besostri» di Mede (PV); e «A. Pessina» di Garlasco (PV).

Nata a Perugia, laureata in scienze politiche a Firenze, Marina Comparato (mezzosoprano) vi si diploma in canto nel 1996 e lo stesso anno debutta come Rosina nel Barbiere di Siviglia a Londra e in Elektra al Maggio Musicale Fiorentino con Claudio Abbado. Vincitrice nel 1997 del Concorso dello Sperimentale di Spoleto, vi debutta nel ruolo di Sesto nella Clemenza di Tito, iniziando una brillante carriera, che la vede ospite dei principali teatri e festival italiani ed europei: Scala di Milano, Maggio Musicale Fiorentino, Rossini Opera Festival di Pesaro, Opera di Roma, Regio di Torino, La Fenice di Venezia, Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Opéra National de Paris, La Monnaie di Bruxelles, Netherlandse Opera di Amsterdam, Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcellona, Teatro Colón di Buenos Aires, Festival di Glydebourne, Festival di Salisburgo.

Nato a Roma, Emanuele D’Aguanno (tenore) ha studiato presso il Conservatorio «A. Pedrollo» di Vicenza e si è perfezionato con William Matteuzzi e Richard Barker. Ha iniziato una brillante carriera debuttando in ruoli di un vasto repertorio che spazia dal Barocco all’epoca moderna: Monteverdi, Vivaldi, Cimarosa, Paisiello, Purcell, Hasse, Piccinni, Salieri, Mozart (Ferrando-Così fan tutte e Don Ottavio-Don Giovanni), Rossini, Cherubini, Mayr, Donizetti (Nemorino- L’elisir d’amore), Bellini, Verdi (Alfredo-La traviata, Duca di Mantova-Rigoletto, Fenton-Falstaff e Cassio-Otello), Wagner (Pastore e Marinaio, Tristan und Isolde), Leoncavallo, Puccini (Edmondo-Manon Lescaut e Pong-Turandot), Wolf-Ferrari e Richard Strauss (Tenore italiano-Der Rosenkavalier), fino a Benjamin Britten (A Midsummer Night’s Dream) e Marco Tutino.

Mauro Borgioni (baritono) ha studiato canto presso la Scuola Civica di Milano e il Conservatorio di Cesena, perfezionandosi alla Fondation Royaumont di Parigi. Ha collaborato con vari ensemble e orchestre tra cui Concerto Italiano, Coro della Radio Svizzera, Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra Sinfonica della Rai, Orchestra Regionale della Toscana, Orchestra del Teatro Regio di Torino, La Venexiana, Orchestra «Lorenzo da Ponte», Accademia Hermans, Die Kölner Akademie, Concerto Romano.

Jin Ju (pianoforte). Riconosciuta dalla critica internazionale come una delle più interessanti artiste della sua generazione per la perfezione tecnica, la sensibilità appassionata e la notevole trasparenza dei dettagli narrativi, l’interprete è considerata in Cina tra i più grandi virtuosi del suo Paese. Nata a Shanghai da una famiglia di musicisti, ha ottenuto il Diploma e il Master al Conservatorio di Beijing, il Master all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, il Diploma e Medaglia d’Oro del Royal Northern Music College di Manchester ed è stata premiata in prestigiosi concorsi internazionali quali Tchaikovsky di Mosca e Queen Elizabeth di Bruxelles. Si è esibita in importanti sale da concerto, tra cui le Konzerthaus di Berlino e Vienna, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, il Palais des Beaux Arts (Bruxelles), Bridgewater Hall (Manchester), il Teatro della Pergola (Firenze), la Sala Verdi (Milano) e tutte le principali sale da concerto cinesi; è stata fra l’altro tra le prime ad esibirsi nella Città Proibita.

Carlo Steno Rossi (harmonium) ha conseguito il diploma di Pianoforte presso il Conservatorio «G. Tartini» di Trieste ed il diploma in Clavicembalo presso il Conservatorio «F. A. Bonporti» di Trento con il massimo dei voti. Successivamente, ha frequentato la Schola Cantorum di Basilea al fine di approfondire l’esecuzione con criteri filologici della musica antica e barocca, con particolare attenzione al repertorio per clavicembalo, organo e fortepiano.

PROGRAMMA

Rossini: Petite Messe Solennelle

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