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Toshio Hosokawa e il suo Trio ispirato allo sciamanesimo

Nato a Hiroshima nel 1955, Toshio Hosokawa (細川俊夫) è considerato tra i più rappresentativi autori giapponesi della generazione successiva a Toru Takemitsu. Si è formato a Berlino alla scuola di Isang Yun e con Klaus Huber a Friburgo, ma ha studiato a fondo anche la musica tradizionale giapponese. Il suo stile si può considerare una sintesi tra la musica contemporanea occidentale (Nono, Scelsi, Lachenmann) ed elementi estetici e filosofici giapponesi (tra cui il Buddismo Zen ed il Teatro Nō). Hosokawa è molto conosciuto anche fuori dal Giappone per i numerosi riconoscimenti in concorsi di composizione e per la frequente partecipazione a festival internazionali.

È autore di opere teatrali e pagine sinfonico-corali, orchestrali, cameristiche, corali e vocali. Tra le sue composizioni più note, ricordiamo Voiceless Voice in Hiroshima (2001) per soli, voci recitanti, coro e orchestra; l’opera Hanjo (2004), commissione del Festival di Aix-en-Provence; Circulating Ocean (2005) per orchestra, commissione del Festival di Salisburgo; Lotus under the moonlight (2006) per pianoforte e orchestra, commissione della NDR di Amburgo per l’anniversario mozartiano, e il Concerto per corno (“Moment of Blossoming”, 2010), commissione dei Berliner Philharmoniker.

Al Festival di Lucerna del 2010 la Cleveland Orchestra ha dato la prima esecuzione di Woven Dreams (una «Roche Commission»). Membro dell’Akademie der Künste di Berlino dal 2001, Hosokawa è stato “composer in residence” presso la Biennale di Venezia (1995, 2001), la Tokyo Symphony Orchestra (1998-2007), il Festival Internazionale di Lucerna (2000), Autunno di Varsavia (2005, 2007), Deutsches-Symphonie Orchester Berlin (2006-2007), Rundfunkchor della WDR di Colonia e altre istituzioni ancora.

Ha dedicato due lavori al terremoto e maremoto catastrofici del Tōhoku (2011) che causarono la morte di 17.000 persone: “Meditation” (For the victims of Tsunami, 2012) per orchestra, e l’opera lirica Stilles Meer (2015). “Il Trio si ispira al mondo dello sciamanesimo, che mi ha sempre affascinato. Lo sciamano è un intermediario, uno che crea un sentiero che collega questo nostro mondo  a quello ultraterreno. Nel mio pezzo, il violino rappresenta il “femminile”, il violoncello il “maschile”, e gli strumenti cantano in dialogo come estensioni delle voci di due sciamani. Il pianoforte rappresenta il cosmo, la natura. Tra violino e pianoforte intercorre un rapporto di yin e yang, il principio creativo del cosmo del Tao: due opposti che sono il complemento l’uno dell’altro, senza cancellarsi a vicenda. La creazione di un’armonia perfetta” (Toshio Hosokawa).

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